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Il Cantico di San Francesco rivive con gli studenti nocerini

Gli alunni dell’istituto omnicomprensivo hanno reinterpretato l’opera affiancandola al lavoro corale e teatrale. Tra nuove produzioni audiovisive e il ritorno della storica mostra fotografica sul Cantico, si è rinnovato il dialogo tra scuola, territorio e tradizione francescana

Pubblicato il 20 Giugno 2026 11:08 - Modificato il 20 Giugno 2026 11:10

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Gli studenti dell’Istituto omnicomprensivo di Nocera Umbra e Valtopina danno voce al Cantico di San Francesco. Gli alunni della scuola media “Francesco Mari” hanno presentato i lavori svolti nel corso dell’anno scolastico nell’evento dedicato al santo di Assisi, con il contributo del Coro Cicognola diretto dalla professoressa Roberta Rossi.

Ad aprire le esecuzioni corali i ragazzi della prima, seguiti dagli studenti delle seconde, che hanno interpretato e recitato i versi del Cantico accompagnati da intermezzi musicali. A chiudere le classi terze, che hanno unito le loro voci in un’ultima performance corale prima di lasciare spazio alla letture delle poesie dedicate al concorso Avis.

Dopodiché le classi prime hanno presentato il lavoro svolto, con le quinte della scuola primaria, in occasione della lettura del libro “I bambini di Faza” e dell’incontro con l’autrice Nicoletta Bortolotti. Realizzata una bandiera della pace sulla quale sono stati scritti pensieri, riflessioni e poesie ispirati al libro stesso.

Proiettati anche due filmati. Il primo realizzato dalle classi terze sulla sensibilizzazione ambientale e il legame tra uomo e natura e realizzato durante il laboratorio di economia circolare sulla sostenibilità ambientale e sui DNA delle plastiche, tenuto per tre anni dal giornalista Andrea Chioini.

La seconda opera audiovisiva è stata realizzata dalle classi terze come prodotto del Ccncorso diocesano “San Francesco, un visionario che plasma la realtà”. Fondamentale il lavoro svolto dalla professoressa Cinzia Cerfolli che ha guidato e seguito i ragazzi nella realizzazione del filmato come insegnante di arte con l’aiuto della professoressa Gina Scattolini.

L’opera audiovisiva completa e arricchisce il percorso espositivo della mostra fotografica sul Cantico delle Creature esistente, realizzata dagli studenti dello stesso istituto nel lontano anno scolastico 2009/2010. La nuova creazione offre una chiave di lettura che integra il linguaggio visivo con quello poetico e spirituale del testo francescano offrendo al visitatore una dimensione sonora e narrativa che approfondisce il dialogo tra immagine e testo francescano, un invito ad ascoltare ciò che le immagini suggeriscono in silenzio.

I ragazzi e le ragazze delle classi terze della scuola secondaria di primo grado “Francesco Mari” hanno avuto l’occasione di poter raccontare la grande opera del Santo attraverso la loro spiccata sensibilità, sollecitata e stimolata dalla bellezza dei paesaggi naturali ed incontaminati del proprio territorio di appartenenza, quello delle sorgenti d’acqua, delle verdi colline e delle montagne nocerine.                                                                                      

Durante il lungo periodo di lavorazione, durato circa sei mesi, tra ricerche, proposte e varie tecniche, gli studenti hanno creato il filmato caratterizzato dalla sequenza di fotografie scattate da loro stessi. Istantanee che descrivono via via le strofe del Cantico accompagnate da un sottofondo musicale. Il lavoro ha saputo stimolare la creatività degli alunni che hanno potuto tradurre in opera le speranze, i desideri profondi, realizzare il proprio lavoro attraverso la scelta dei linguaggi più consoni e delle tecniche predilette, affinando i propri gusti e la conoscenza delle potenzialità personali e di gruppo messe in atto e concretizzate.

Il video degli studenti della scuola secondaria si unisce alla mostra sul Cantico delle Creature. Il professore Giuliano Tili ha spiegato come la mostra sia nata nell’anno scolastico 2008/2009 sotto la sua guida e quella della professoressa Oriella Galafate. Quell’anno 42 studenti del Laboratorio di Fotografia e Immagine dell’Istituto Omnicomprensivo “Dante Alighieri” diedero vita a 15 tavole fotografiche. Attraverso immagini forti, contemporanee e volutamente provocatorie, quei ragazzi scelsero di attualizzare le terzine di San Francesco, trasformandole in un grido di denuncia contro i mali moderni: la violenza, la droga, l’inquinamento, il mancato rispetto delle regole comportamentali sulla strada e il degrado ambientale. La Mostra è stata arricchita dall’opera fotografica a misura naturale dell’ostensione delle spoglie mortali del Santo, gentilmente concessa dall’Archivio Fotografico del Sacro Convento di Assisi.

A distanza di anni, quel legame non si è mai spezzato. L’esposizione è tornata a risplendere a Nocera Umbra dopo un lungo viaggio in tutta la regione – che ha toccato anche la prestigiosa sala della Spogliazione di Assisi lo scorso settembre – grazie al lavoro instancabile dei curatori. Presente all’evento anche Antonio Pucci, presidente dell’Associazione Umbria Pro Attiva di Perugia, che in questi anni si è prodigata nel divulgare in 15 località diverse l’opera, ricevendo apprezzamenti dalle varie istituzioni e dal pubblico.

A fare da ideale filo conduttore tra il passato e il presente è stata la presenza delle docenti dell’Istituto, Cristina Bonucci, Selene Fabi e Celeste Bonucci, ex alunne che hanno partecipato in prima persona al laboratorio originario.

L’inaugurazione ha assunto un significato simbolico potentissimo, evidenziato con forza dal sindaco Virginio Caparvi. Nel suo saluto istituzionale, il primo cittadino ha espresso grande orgoglio, sottolineando la fondamentale importanza di ospitare questa Mostra proprio a Nocera Umbra, rivendicandone la paternità come la città in cui l’opera è stata concepita e generata. Un vero e proprio “ritorno a casa” che unisce l’identità locale alla grande storia francescana.

Oggi, sotto la guida del dirigente scolastico Leano Garofoletti e con il supporto dell’ amministrazione comunale, il progetto dimostra che il dialogo tra scuola e territorio è più vivo che mai.

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