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Beccato con 65 chili di cocaina: condannato a quasi 15 anni il ristoratore folignate

Tra i reati contestati l’associazione a delinquere, mentre è stato assolto dall’accusa di autoriciclaggio. Per lui anche una multa di circa 128mila euro

Pubblicato il 22 Giugno 2026 18:58

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Quasi quindici anni di reclusione e una multa che sfiora i 128mila euro per il ristoratore folignate che alla fine del mese di gennaio 2025 era stato trovato in possesso di circa 65 chili di cocaina e arrestato in flagranza. Nella giornata di oggi (lunedì 22 giugno) il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Perugia, al termine del rito abbreviato, ha emesso la sentenza di condanna nei confronti dell’uomo. Nel dettaglio la pena comminata in primo grado è stata di 14 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione, a cui si aggiunge una multa di 127.800 euro.

Un calcolo che tiene conto della riduzione di un terzo della pena prevista dal rito alternativo, ma che pesa sulla scorta dei gravissimi capi d’accusa contestati dalla Procura della Repubblica. Il giudice ha infatti riconosciuto la sussistenza dell’aggravante dell’ingente quantità. La condanna non ha riguardato solo il maxi carico di droga trovato al momento dell’arresto, ma ha abbracciato anche ulteriori episodi documentati dagli inquirenti relativi alla detenzione, al trasporto e alla cessione di cocaina. Su uno di questi fronti, tra l’altro, l’ufficio guidato dal Procuratore della Repubblica ha modificato l’imputazione direttamente in udienza, portando sul tavolo del giudice nuove prove.

Il quadro delineato dalle indagini ha svelato una vera e propria struttura organizzata. Il ristoratore folignate è stato, infatti, condannato anche per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, contestata in concorso con altri soggetti. Una rete criminale su cui la Procura ha continuato a indagare anche nei mesi successivi al primo arresto, con alcuni presunti complici interessati medio tempore da misure cautelari custodiali in carcere. Il Gup, inoltre, ha ritenuto pienamente utilizzabili tutte le intercettazioni riversate nel procedimento. Di contro, l’imputato è stato assolto dall’accusa di autoriciclaggio.

La vicenda, lo ricordiamo affonda le sue radici in una delle operazioni antidroga più imponenti degli ultimi anni in Umbria. Nel corso del blitz le forze dell’ordine avevano intercettato il folignate mentre era in possesso di un carico di circa 65 chilogrammi di cocaina, destinati a rifornire le piazze di spaccio della regione e del centro Italia, un quantitativo che sul mercato del dettaglio avrebbe fruttato introiti milionari.

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