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Giano dell’Umbria, Comune e Soprintendenza insieme per proteggere l’area archeologica della Villa di Rufione

I due Enti hanno sottoscritto un accordo della durata di cinque anni con l’intento di migliorare le condizioni di conservazione, accessibilità e fruizione del complesso. Il sindaco Petruccioli: “Una collaborazione fondamentale per la tutela, la ricerca e la manutenzione del sito”

Pubblicato il 13 Settembre 2026 10:19 - Modificato il 13 Settembre 2026 12:11

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Un accordo per proteggere e valorizzare la gestione e la fruizione dell’area archeologica della Villa di Rufione di Giano dell’Umbria. È quello sottoscritto lo scorso 5 agosto tra il sindaco del borgo umbro, Manuel Petruccioli e la soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, Francesca Valentini.

Un patto, della durata di cinque anni, che nasce dalla volontà di definire gli impegni dei due Enti nel miglioramento delle condizioni di conservazione, accessibilità e fruizione pubblica del sito, ma anche dalla volontà di proseguire e strutturare la collaborazione già avviata negli anni tra le due istituzioni.

In base all’accordo, nello specifico, il Comune si occuperà della manutenzione ordinaria dell’area, della cura del verde, della pulizia e della manutenzione dei percorsi, con l’obiettivo di garantire condizioni adeguate di accessibilità, sicurezza e decoro. Mentre la Soprintendenza manterrà le proprie competenze istituzionali in materia di tutela del patrimonio archeologico e garantirà il supporto tecnico e scientifico necessario, monitorando lo stato conservativo dei resti e programmando gli eventuali interventi di consolidamento e restauro.

Gli scavi della Villa di Rufione

Previsto anche un lavoro congiunto per adeguare i livelli di fruizione e valorizzazione agli standard previsti dalla normativa e per inserire l’area archeologica negli itinerari turistici del territorio. In programma, infatti, specifiche attività di promozione e comunicazione attraverso i canali del Comune e della Soprintendenza.

La villa nel Comune di Giano dell’Umbria conserva i resti di un importante complesso residenziale romano di epoca tardo-repubblicana e augustea, vissuto almeno fino al II secolo d.C. Riconosciuto nel 2013 come sito di particolare interesse culturale, è stato oggetto di ricerche archeologiche a partire dalle prime scoperte del 1925 ed è tato interessato da successive campagne di scavo.

Per le attività di valorizzazione e fruizione del complesso il Comune potrà fare riferimento, oltre alle proprie risorse, a contributi di enti pubblici, finanziamenti comunitari e sponsorizzazioni private.

Un accordo che per il sindaco Petruccioli rappresenta un passo importante per dare alla Villa di Rufione “una prospettiva concreta di valorizzazione”. “Il nostro obiettivo – ha proseguito – è fare in modo che questo patrimonio non rimanga soltanto una straordinaria testimonianza del passato, ma diventi sempre più un luogo conosciuto, accessibile e fruibile dalla comunità e dai visitatori”. La collaborazione sarà fondamentale “per accompagnare questo percorso, mettendo insieme tutela, ricerca, manutenzione e promozione del sito”.

“Il Comune ha già acquisito la proprietà dell’area su cui insistono i principali resti visibili – ha invece sottolineato l’assessore alla Cultura del Comune di Giano dell’Umbria, Jacopo Barbarito –, installato i primi pannelli esplicativi e promosso, anche grazie alla collaborazione con l’Università agraria di Montecchio, incontri e momenti di approfondimento sul passato romano del nostro territorio”. Obiettivo dell’amministrazione, come dichiarato dall’assessore, quello di rendere maggiormente fruibile la villa per inserirla sempre di più nei percorsi culturali e turistici. In questo senso, “l’accordo con la Soprintendenza rappresenta lo strumento per trasformare questo impegno in un percorso stabile e condiviso”.

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