In prova ai servizi sociali dopo una condanna definitiva di un anno e mezzo per rapina, finisce in manette per maltrattamenti in famiglia. L’uomo, che stava beneficiando di una misura alternativa alla detenzione, si è infatti reso protagonista di un’aggressione verbale ai danni della convivente. Aggressione scaturita al culmine di una lite e che si è tradotta per il 56enne in un provvedimento restrittivo con il quale l’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto ha sospeso il beneficio extracarcerario che era stato concesso all’uomo e ne ha disposto il trasferimento nel carcere di Spoleto.
I fatti risalgono al pomeriggio di giovedì (17 settembre), quando gli agenti del Commissariato di Foligno, agli ordini del vice questore Adriano Felici, lo hanno rintracciato e arrestato. Proprio a seguito dell’aggressione, infatti, il 56enne è stato giudicato non più in condizioni di beneficiare della misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Intervenuti nell’abitazione condivisa dai due, gli uomini della volante lo hanno denunciato per maltrattamenti in famiglia, ravvisando al contempo l’incompatibilità della sua condotta con il beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali.
Da lì, la decisione del magistrato di una stretta a carico del 56enne, per altro con alle spalle una lunga lista di precedenti, tra cui lesioni personali, estorsione, truffa, ricettazione, detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e guida in stato di ebbrezza, oltre a rapina e maltrattamenti in famiglia. L’uomo, quindi, è finito in manette e per lui si sono aperte le porte del carcere di Maiano, dove sconterà la pena residua.



















