Sulle rette arriva lo sconto de La Piramide, ma i dubbi delle famiglie restano. A seguito dell’incontro di ieri (martedì 29 settembre) del comitato “Infanzia Bene Comune” con i rappresentanti del Comune di Foligno e della cooperativa La Piramide, a cui è stato recentemente affidato il nido “Francesco Innamorati” di Borroni, sono emerse varie novità, ma il fronte dei genitori rimane compattamente contrario alla gestione della situazione da parte dell’amministrazione.
Secondo il comitato, anche dopo l’incontro, persiste la situazione di incertezza che da settimane investe le famiglie, che da domani (mercoledì 1 ottobre) si troveranno definitivamente a contatto con la nuova gestione. Nonostante quelle che i portavoce del sodalizio hanno definito “alcune aperture”, infatti, “permangono incertezze e dubbi sulla legittimità della gara”.
Le prime perplessità, sebbene le nuove educatrici siano state accolte con favore dai genitori e Palazzo Orfini Podestà abbia aperto alla richiesta di affiancare loro le vecchie educatrici per due settimane, sarebbero emerse criticità rispetto alla “figura della coordinatrice di struttura che è stata individuata in una professionista già in forze alla cooperativa La Piramide, ma basata ad Avezzano, che dovrebbe coordinare le educatrici e interagire con i genitori da remoto, in una situazione in cui il controllo da parte del Comune si è già dimostrato lacunoso”.
Al contempo, spinoso rimane anche il tema legato al vero elefante nella stanza, le rette. Ma per fortuna la cooperativa sembra aver quantomeno provato ad indorare la pillola per le famiglie. “Il legale rappresentante de La Piramide – spiegano dal comitato – si è reso disponibile ad offrire una tariffa scontata”.
Questa è stata comunicata telefonicamente ai genitori poco fa. Nel dettaglio, dai 660 euro più iva al 5% previsti dal bando di gara, cioè 692 euro, il full time per i bambini arriverà ad un costo, compresi 20 buoni pasto, di 625 euro. Per chi sceglierà la sola mattina, con gli stessi termini, la retta sarà di 562 euro. A tale novità si aggiunge anche la decisione da parte de La Piramide di estendere il servizio da 11 a 12 mesi, includendo il mese di agosto, anche se questo non era previsto nei termini del bando di gara varato dal’Area Servizi sociali e scolastici guidata dalla dirigente Sandra Ansuini.
Qui per il comitato si apre una duplice questione. La prima è quella sul ribasso offerto dalla cooperativa: “Pur contenti per le famiglie che ne vorranno usufruire, si rimane interdetti circa le modalità inusuali di scontistica su un prezzo fissato in asta pubblica, promessa di fronte ai rappresentanti del Comune che hanno escluso la cooperativa uscente proprio a causa di uno sconto giudicato eccessivo”.
Poi c’è la questione degli 11 mesi, che secondo il comitato non rispecchierebbe quanto stabilito dal Regolamento del centro dell’infanzia, approvato dal consiglio comunale nel 2012. “Oltre ai conseguenti problemi organizzativi per le famiglie – hanno evidenziato da ‘Infanzia Bene Comune’ –, si tornano a sottolineare i dubbi sulla regolarità della procedura di affidamento indetta con determina dirigenziale, non rispettando quindi un decreto del Consiglio Comunale tuttora vigente”.
Le famiglie, durante l’incontro di ieri, prima di conoscere l’entità dello sconto offerto da La Piramide sono tornate a ribadire dubbi sulla determinazione della base d’asta a 680 euro più iva con un richiamo al costo medio del servizio dei nidi pubblici e privati a Foligno, invece, pari a 492 euro. “Chiediamo alla dirigente di risponderci con i numeri – hanno incalzato – e non il burocratese. È stato leso il legittimo affidamento delle famiglie che avevano diritto di conoscere la tariffa (fissata dal Comune), prima dell’avvio dell’anno scolastico, come stabilito anche da Sentenza del consiglio di stato del 2012”.
Rimanendo in tema di numeri, per il comitato persiste nebbia anche rispetto all’aiuto economico che l’assessore alla Scuola, Elisabetta Ugolinelli, aveva promesso nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, quando i genitori avevano invaso l’aula per protestare. “Il contributo comunale sarà stabilito in base all’Isee degli utenti – hanno spiegato –, ma deve esserne ancora valutata l’entità massima, gli scaglioni, le graduatorie, i tempi di erogazione e la copertura. La dirigente, pur essendosi presa formalmente l’impegno in merito, ha ribadito che il carico di lavoro del suo ufficio non le permette di dare risposte in tempi brevi”.
Infine, dal comitato “Infanzia Bene Comune” è stato spiegato che “dei 16 bambini rimasti al nido Innamorati a settembre, solamente quattro o cinque avrebbero genitori interessati al nuovo servizio, interessati peraltro solo per mancanza di alternative”. “È gravissima la totale assenza di pensiero e di progettualità educativa per la città – hanno concluso –. Amministrare non è rincorrere le emergenze create per incompetenza e superficialità dalla stessa amministrazione”



















