Movida violenta nel centro storico di Foligno. A denunciarlo sono i residenti della zona di via Gramsci che segnalano continue risse ma anche una dilagante noncuranza da parte di alcuni gestori dei locali che, nonostante le richieste di chi vive nelle vie limitrofe, continuano a mantenere un volume altissimo della musica fino a tarda notte.
“La movida in queste zone esiste da anni – interviene una residente -. Sono state messe in atto politiche di riqualificazione urbana ormai decennali che appartengono a tutta Italia e all’Europa, non solo a Foligno”. Un arrivo, quello dei locali in quella parte di centro storico, che almeno inizialmente, come spiega la residente, “ha portato a una riqualificazione”. Parallelamente è stata infatti messa in atto “una politica culturale che si è aperta anche ad altro: non solo locali notturni, ma anche il sostegno di varie realtà culturali che hanno portato Foligno a un livello nazionale, come il Maligno festival, il Dancity o lo spazio Zut”.
Questa volta a far crescere il malumore tra i cittadini è stata l’ennesima rissa che, come riportato dai residenti, si è consumata in piazza Don Minzoni sabato scorso (10 ottobre) intorno alle due di notte. “Abbiamo sentito tantissima confusione – spiega chi vive in zona – e abbiamo visto una persona che, con cellulare in mano, filmava qualcuno che veniva preso a calci da altri. Abbiamo quindi chiamato le forze dell’ordine, le voci si sono placate e poi hanno ricominciato”.
I residenti hanno quindi deciso di chiamare di nuovo il numero di emergenza. “Hanno anche danneggiato dei portoni e nessuno a parte noi sapeva cosa stava succedendo. Il venerdì e il sabato sera via Gramsci e piazza dell’Erba – prosegue – sono piene di ragazzini che girano per strada alle 2 di notte e dopo la mezzanotte è difficile che ci siano dei controlli”.
Come detto, quello di sabato scorso non è stato un episodio isolato. “Un anno fa – aggiunge – sono stati spaccati i vetri di un palazzo storico, tempo prima, invece, erano stati lanciati dei sassi ai vetri del primo piano di un palazzo, fortunatamente disabitato. Credo sia una situazione allucinante”. “C’è bisogno di qualcuno che controlli, come forze dell’ordine in borghese. Se questa è l’unica alternativa – aggiunge – è necessario ci sia qualcuno a controllare anche dopo la mezzanotte”.
Ad aggiungersi alle risse e agli atti vandalici, il comportamento dei gestori di alcuni locali che “tengono la musica altissima dal tardo pomeriggio fino alla notte”. La residente spiega che insieme ad altri abitanti della zona hanno provato a confrontarsi con i proprietari, ma non hanno ottenuto nulla, “anzi ci è stato risposto in malo modo”. “Non c’è controllo. Capita che passino, ad esempio, le forze dell’ordine e chiedano di abbassare il volume, ma poi ricomincia tutto da capo. Le telecamere non servono a nulla – incalza -, serve un’educazione. La città è di tutti, mentre queste persone pensano che per fare i soldi si possa tenere la musica altissima, anche in palazzi storici del ‘600”.
La cittadina ha poi sottolineato come anche domenica pomeriggio (11 ottobre), in piazza Don Minzoni, sia stata messa della musica altissima “che non ci permetteva di parlare neanche dentro casa. Ho poi scoperto – aggiunge – che si trattava di un’iniziativa proposta dal Comune per riqualificare e rivitalizzare il centro. In questo modo però non si fa cultura, né riqualificazione e neanche integrazione sociale. Trovo inaccettabile – prosegue – lasciare una città in questa situazione di disagio”.
Critico anche il giudizio sull’offerta culturale. “Se ci sono eventi, sono di due giorni o poco più. Rimane il problema di cosa rimane nella vita di tutti i giorni a un cittadino, sia giovane che anziano. La riqualificazione – conclude – ha a che fare con l’integrazione sociale, perché abbiamo un centro storico multietnico, ma anche con una quotidianità culturale. Servono progetti duraturi nel tempo, anche per i più giovani. Perché oltre al bere spesso non c’è alternativa”.


















