Quattro educatrici interinali entrate e uscite a rotazione, un “prestito” momentaneo da un altro istituto e persino sette giorni di vuoto assoluto, e ancora nessuna figura di riferimento. È il quadro che i genitori dei bambini del nido comunale “Le Colline” descrivono in una lettera inviata via pec agli uffici del Comune, che il comitato “Infanzia Bene Comune” ha denunciato con un comunicato ufficiale. Stando a quanto descritto, dopo quasi due mesi dall’inizio dell’anno educativo, “la sezione dei medi non ha ancora una supplente stabile”.
La polemica nasce dall’assenza di un’educatrice, che nella pec inviata a Palazzo Orfini Podestà i genitori spiegano sia “a casa per una lunga malattia fin dall’inizio dell’anno e resterà lontana dal servizio ancora per i prossimi mesi”. “I bambini e le bambine – spiegano nella lettera – della sezione dei medi si trovano ad oggi, dopo quasi due mesi, senza una supplente stabile. Da inizio anno si sono susseguite ben quattro educatrici convocate dalle agenzie interinali, poi è stata convocata un’educatrice dall’asilo Nido Prato Smeraldo, e dalla scorsa settimana non hanno alcuna educatrice”.
La situazione sarebbe arrivata ad un punto critico venerdì 16 ottobre, quando l’assenza di un’altra educatrice ha obbligato la coordinatrice ad intervenire per garantire il corretto rapporto numerico tra adulti e bambini. Solo lunedì 19 è arrivata una nuova educatrice, anche lei tramite agenzia interinale.
Secondo le famiglie “alcuni bambini della sezione coinvolta non vanno più volentieri al nido, piangono quando vengono lasciati e non mangiano più volentieri a pranzo”. “Ora – aggiungono –, i primi segni di disagio si iniziano a vedere anche tra i compagni delle altre sezioni”. A risentirne anche le educatrici presenti, a detta dei genitori chiamate a un carico di lavoro maggiore “generato da una mancata programmazione delle sostituzioni”.
Questo, stando a quanto riportato duramente nella lettera, avverrebbe in un periodo già delicato dato il subentro delle cooperative nell’orario pomeridiano, con nuove figure da inserire.
“I bambini – incalzano – non sono numeri da gestire in base alla disponibilità del personale, né il loro benessere può essere subordinato a problemi organizzativi o a ritardi amministrativi. I bambini e le bambine hanno diritto di ricevere attenzione, cura, continuità. E le famiglie hanno diritto di affidare i propri figli a un servizio organizzato in modo serio e responsabile”. Il riferimento è alla descrizione presente sul sito del Comune, che indica la presenza un’educatrice ogni sei bambini.
Le richieste all’amministrazione, dunque, sono due: “La nomina immediata di una supplente, attingendo alla graduatoria dedicata come previsto dal regolamento e una spiegazione formale sul motivo per cui, dopo tanto tempo, non sia ancora avvenuta”.
Nel frattempo, i genitori si riservano, inoltre, di “prendere tutti i provvedimenti necessari” se la situazione dovesse continuare in queste modalità.
Alla vicenda si è aggiunto l’intervento del comitato “Infanzia Bene Comune”, che ha commentato spiegando che “la continuità educativa non è un lusso, ma un diritto dei bambini”. “E il loro benessere – aggiungono – non può essere sacrificato trincerandosi dietro difficoltà organizzative: le difficoltà tecniche si risolvono, mettendo il benessere al primo posto e il loro benessere non può essere sacrificato trincerandosi dietro difficoltà organizzative. Le difficoltà tecniche si risolvono, mettendo il benessere al primo posto”.
Il comitato ha incalzato il Comune, sostenendo che “servono trasparenza, responsabilità e soluzioni concrete. Anche dall’asilo nido comunale Millecolori ci giunge voce di inserimenti programmati da tempo che vengono rimandati all’ultimo momento per assenza del personale, creando non pochi problemi alle madri lavoratrici e alle famiglie in generale”.
“Un nido non è un parcheggio – proseguono da ‘Infanzia Bene Comune’ –, ma un luogo di crescita di relazione e di fiducia. E la fiducia si costruisce garantendo ai bambini la stabilità di cui hanno bisogno. Chiediamo pertanto che il Comune intervenga senza ulteriori ritardi, garantisca una supplenza stabile al nido Le Colline e chiarisca le ragioni del mancato utilizzo della graduatoria”.
Ad emergere tra le parole del comitato anche il caso del nido comunale Millecolori dove si sarebbero verificati dei casi di “inserimenti programmati da tempo e rinviati all’ultimo momento per mancanza di personale, con ricadute soprattutto sui genitori lavoratori e sulle famiglie in generale”.
Al comitato “Infanzia Bene Comune” non ha tardato a rispondere l’amministrazione comunale, che, cogliendo l’occasione per replicare anche a quanto sostenuto in consiglio comunale dall’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli, questo pomeriggio (mercoledì 21 settembre) ha diramato una nota a nome del sindaco, Stefano Zuccarini, e dell’assessore alla Scuola, Elisabetta Ugolinelli.
“Il comitato ‘Infanzia Bene Comune’ continua a utilizzare toni denigratori e pregiudiziali nei confronto dell’amministrazione comunale – scrivono nella nota –. Un atteggiamento che non aiuta la città, non aiuta le famiglie, non aiuta il confronto democratico. La critica è legittima, ma quando diventa sistematicamente ostile e chiusa, quando si trasforma in una narrazione costruita per delegittmare, smette di essere utile. Foligno merita un dibattto basato sui fatti, non su posizioni preconfezionate”.
La fotografia reale della situazione sarebbe “chiara”, secondo Zuccarini e Ugolineli: “Nessun taglio, nessuna riduzione, servizi stabili e in crescita e nuove strutture inaugurate”. “Il Comune di Foligno – proseguono – continuerà a lavorare con serietà, responsabilità e trasparenza,
mettendo al centro i bambini e le famiglie”.
In risposta alle critiche di Barcaioli sul numero di iscritti ai nidi, invece, sindaco e assessore hanno sottolineato come “il trend è stabile e nel 2026 cresce”. “Non esiste alcun taglio di ‘112 posti pubblici’, come sostenuto dall’assessore Barcaioli nel consiglio comunale aperto del 15 ottobre e nelle sue dichiarazioni successive. Quel numero non è corretto e produce una rappresentazione falsata della realtà dei servizi
educativi folignati. Per un assessore regionale, diffondere dati errati è un fatto grave: significa alimentare allarmismi infondati e indebolire il confronto istituzionale”.
Ha collaborato alla stesura di questo articolo David Orfei


















