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Il sogno dell’attivista Vittorio Arrigoni nel quarto libro di Sabina Antonelli

Pubblicato il 23 Marzo 2017 13:36 - Modificato il 5 Settembre 2023 17:48

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Piccola Luce era lì “All’origine di tutto, prima che il respiro prendesse possesso dei suoi polmoni, prima che iniziasse la sua vita dall’incontro di due piccole cellule, prima che abbracci e baci gli aprissero al strada del mondo… forse non era niente, se non un pensiero nella testa dei suoi genitori. Forse. A me piace pensare che lui invece abbia scelto di essere ciò che è stato quando ancora non era che… Piccola Luce”. Inizia così la storia de “Il bambino che non voleva essere un lupo”. Una fiaba che racconta di un “Sogno”. Il sogno è quello di Vittorio Arrigoni, attivista ucciso a Gaza nel 2011, è lui il bambino che non voleva essere un lupo. A raccontarla è Sabina Antonelli, insegnante di scuola dell’infanzia di Foligno che presenterà quello che è il suo quarto libro venerdì 24 marzo, alle 18, a palazzo Trinci. “ Restiamo umani” era il grido con cui Vittorio esortava alla creazione di un mondo diverso, in cui tutti fanno parte della stessa famiglia. Una fiaba per grandi e piccini, per chi ha la Palestina nel cuore, che racconta di un mondo in cui nessun uomo è mai lupo per un altro ma semplicemente fratello. Sarà una serata magica per chi prenderà parte all’appuntamento di venerdì, perché in fondo, si sa, tutte le fiabe sprigionano un po’ di magia. Un bambino che in realtà Sabina non ha mai incontrato dal vivo, ma che è entrato nel suo cuore e le ha trasmesso le sue speranze che lei ha trasformato in parole, in presenza, in potenza creatrice. Sabina Antonelli – Vive e lavora a Foligno ed è da sempre affascinata dal mondo dell’infanzia. Sul territorio sono, e sono stati, tanti i progetti che l’hanno vista coinvolta con questo mondo. Dal progetto di educazione alla lettura “Il vizio di leggere come prenderlo a scuola” che da anni coinvolge più di 5000 bambini e ragazzi, alle iniziative di solidarietà con la Caritas, la Casa dei Popoli e l’associazione Libera. Promuove la cultura di pace e dei diritto come volontaria Emergency e da anni attiva laboratori aprendo anche le porte della propria casa a chiunque lo desideri perché crede che per la realizzazione dell’integrazione sia necessario aprirsi agli altri.  

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