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Spoleto, l’appello del presidente Avis: “Si dona in media solo una volta l’anno”

Pubblicato il 23 Settembre 2017 15:49 - Modificato il 5 Settembre 2023 16:43

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All’Avis di Spoleto parte il progetto “Chiedi a me”, l’iniziativa che mira a incentivare i cittadini a donare di più il sangue e che era stata annunciata solo qualche settimana fa dal presidente dell’associazione dei donatori spoletini, Sergio Grifoni. Una iniziativa che rappresenta solo il primo ma importante tassello che l’associazione intende mettere in campo e finalizzata a sensibilizzare i donatori della città del Festival a far alzare quella percentuale di donazioni annue notevolmente diminuita in questi ultimi tempi. Ma come funzionerà questo servizio? È presto detto. Ogni mattina un dirigente avisino sarà presente nel Centro trasfusionale del nosocomio spoletino per accogliere i donatori soci ed assisterli in ogni fase della donazione, al di fuori ovviamente di ciò che è competenza del personale medico e paramedico. I componenti dello staff avisino, che dovranno espletare tale servizio volontario, sono stati adeguatamente preparati al delicato ruolo che dovranno svolgere. “Per tale ragione – spiega in una nota l’Avis di Spoleto – diventeranno un prezioso e competente punto di riferimento per il donatore ed una sorta di angelo custode”. Il servizio di accoglienza verrà espletato in stretta collaborazione con il personale tutto del Centro trasfusionale e dietro autorizzazione concessa dalla direzione sanitaria e dalla responsabile del Centro stesso. Se da una parte i donatori, rispetto a qualche anno fa, sono aumentati di parecchio, dall’altra, strano ma vero, le donazioni sono diminuite di molto. Su tutto il territorio nazionale, come a Spoleto. Dove, il presidente dell’associazione volontari donatori di sangue, Sergio Grifoni, ha voluto effettuare una attenta analisi finalizzata a capire i motivi per cui i volontari donano di meno rispetto a prima.  “Quando sono arrivato io all’Avis di Spoleto, eravamo in pochi ma andavamo a donare quattro volte l’anno – spiega – ora, nonostante i volontari siano molti di più, si dona di media una volta l’anno. Per qualcuno, forse, il problema è legato alla crisi. Prima di chiedere una giornata libera dal lavoro per poter venire a donare, ci pensano due volte. Per quanto riguarda i giovani, invece, dopo un primo entusiasmo non c’è quasi mai la voglia di proseguire”.

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