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Covid, Regione al lavoro per un graduale ripristino dei servizi sanitari ordinari

Pubblicato il 22 Aprile 2021 15:11 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:29

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“La proposta avanzata dall’Umbria, come dalle altre Regioni, di posticipare il coprifuoco alle 23 ha ricevuto il ‘no’ del Governo, che, approvando il nuovo decreto, ha contestualmente glissato anche sulle richieste circa la presenza di studenti nelle suole superiori”. Ad affermarlo è la presidente della Regione, Donatella Tesei, nel corso dell’odierna conferenza stampa da palazzo Donini sull’emergenza sanitaria. Un no, quello ricevuto da palazzo Chigi, rispetto cui la governatrice ha annunciato che si discuterà oggi in un summit con i rappresentanti delle altre regioni. Intanto, quella di giovedì, è stata anche la giornata di presentazione del nuovo direttore sanitario regionale, Massimo Braganti. Lo stesso che, insieme a Tesei e all’assessore alla salute, Luca Coletto, ha parlato della missione che ora attende la sanità regionale. Quella, cioè, del graduale ripristino dei servizi, riconvertendo letti e reparti delle strutture umbre alle normali attività.

Nel disegno dei vertici della sanità umbra c’è, dunque, la volontà di rimettere in moto la macchina sanitaria. “È questo il momento di agire – dice tal proposito Coletto -, ora che la curva pandemica è in netto calo e che l’occupazione delle terapie intensive è scesa al 30 per cento. Dobbiamo ripartire con le liste d’attesa e con le sale operatorie – aggiunge -, con occhi ben puntati alla programmazione e al piano socio sanitario”. “Lavoreremo per rendere la sanità umbra più attrattiva – spiega Braganti -, sia per i migliori professionisti, sia per gli utenti che non dovranno oltrepassare così i confini regionali per andarsi a curare. La pandemia ha riportato a galla problemi già presenti da anni – aggiunge il neodirettore – ma ora dobbiamo pensare a potenziare l’erogazione delle prestazioni sanitarie ordinarie in un contesto di coesistenza tra Covid ed altre patologie. L’obiettivo – conclude – è quello di portare la nostra sanità ai vertici del panorama nazionale per completezza ed elasticità dell’offerta”.

Tutto, come detto, passa ora dalle riconversioni delle strutture sanitarie. “Sono in itinere – sottolinea a tal proposito Coletto – e stiamo già predisponendo una delibera. Certo è che dipenderanno dall’andamento della pandemia, il cui incendio non è ancora spento. Quelle delle terapie intensive – annuncia intanto – arriveranno al 50 per cento”. Altra sfida, secondo l’assessore alla salute, sarà porre in essere una medicina territoriale in grado di rispondere al maggior numero di richieste. “Il 20 per cento dei pazienti, nella fattispecie anziani e cronici, occupa l’80% dei servizi – evidenzia Coletto -, quindi dovremmo fare in modo che la medicina di prossimità ne assorba il più possibile, alleggerendo così il carico sugli ospedali”.

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