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AAA personale cercasi: anche a Foligno ristorazione in difficoltà

Pubblicato il 6 Aprile 2023 14:24 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:04

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C’è chi cerca banconisti, chi personale di sala, chi cuochi. È una ricerca continua quella che sta interessando il mondo della ristorazione, sempre più in difficoltà nel reperire personale. Una difficoltà che sta coinvolgendo anche la città di Foligno, dove quotidianamente vengono pubblicati nuovi annunci di lavoro. Bar, pizzerie, ristoranti e locali notturni, sono in molti in queste settimane ad essere a caccia di nuove figure da inserire nel proprio staff anche in virtù dell’avvicinarsi della stagione estiva. Ma quella che si prospetta sembra ad essere a tutti gli effetti una caccia al tesoro. E l’auspicio, da parte degli addetti ai lavori, è di riuscire a portarlo a casa, questo tesoro. “È sempre una gran ricerca ma l’offerta è poca” spiega Fabrizio Bastida, titolare della pizzeria “Bella Ischia”, che aggiunge: “Qualche nuovo inserimento lo abbiamo fatto, ma ci mancano ancora delle figure”. Pochi, numeri alla mano, i “curricula” che vengono presentati. “In pochi rispondono agli annunci – commenta Luca Retti del ‘Sottosopra’ – e tra quei pochi c’è anche chi, poi, non risponde al telefono quando li chiamiamo per fissare un colloquio”. Tra le offerte, quelle di madri che si mettono alla ricerca di un lavoro per i figli o di mogli per i mariti, come dichiara Riccardo Vitali dell’“Osteria ciclabile”. Tra le cause che rendono questa ricerca quasi impossibile c’è – in generale – da un lato chi parla degli effetti nefasti che possono avere misure di sostegno come il reddito di cittadinanza; dall’altro, chi evidenzia nel post Covid l’emergere di nuove esigenze da parte dei lavoratori. “C’è chi magari non vuole lavorare la sera o durante il fine settimana – dichiara Bastida – e cerca altri tipi di impiego. Certo, il settore della ristorazione richiede qualche sacrificio, è sempre stato così, ma quando una persona ha bisogno di lavorare, lo fa. Nel nostro caso, poi, non stiamo ricercando figure con particolari competenze, si apprende lavorando. Lavoriamo molto con ragazzi che spesso parallelamente studiano, per cui finito il percorso universitario, giustamente, ci lasciano per fare quello per cui hanno studiato. E da lì ricomincia la ricerca”. “Il nostro è un lavoro prettamente serale – sottolinea Luca Retti -, per cui qualcuno può anche avere difficoltà. Quello, però, a cui teniamo è la costanza: riuscire a trovare qualcuno che arrivi per rimanere e che non lasci poco dopo. Da parte nostra offriamo contratti di lavoro che prevedono un compenso economico superiore a quello base, con tredicesima, quattordicesima, ferie pagate e malattia”. Eppure le difficoltà restano. “Abbiamo iniziato a riscontrare le prime difficoltà dopo il Covid – spiega Vitali -. Molti, poi, pensano che la paga sia bassa, ma di fatto non riusciamo neppure ad arrivare a parlare degli aspetti economici. Un altro problema – prosegue – è che spesso chi comincia va via poco dopo, per cui formiamo le persone, per poi ritrovarci a ricominciare da zero con nuove persone. In molti, infine, non vogliono lavorare nel fine settimana o chiedono orari che non sono compatibili con le nostre esigenze e con il mondo della ristorazione in generale”.

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