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Cantalupo di Bevagna, sabato la riapertura al culto della chiesa di Santa Maria Addolorata

Pubblicato il 25 Gennaio 2023 10:26 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:16

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A Cantalupo di Bevagna sale l’attesa per la riapertura al culto della chiesa parrocchiale di Santa Maria Addolorata. Chiusa dal 2016 in seguito ai danni riportati con il sisma ed ora ristrutturata, sarà ufficialmente presentata alla comunità sabato 28 gennaio alle 18. Una giornata di festa condita pure dalla messa celebrata dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo. A concelebrare sarà invece il parroco don Claudio Vergini. Ci sono voluti oltre 60mila euro per la riparazione e il rafforzamento dell’edificio. Una somma importante interamente reperita dalla stessa comunità locale: nello specifico, dalla Pro Loco Cantalupo-Castelbuono, dal centro di Solidarietà Ape nato nel 1988 per aiutare quanti hanno bisogno di strumenti sanitari in caso di malattie fortemente invalidanti ed attraverso offerte libere dei cittadini. Quelli che ora potranno appunto riabbracciare la chiesa a distanza di anni, da quando cioè, con la sua chiusura, la vita spirituale si era iniziata a svolgere nel teatrino parrocchiale. I lavori di riparazione erano stati avviati ad ottobre 2022, di fatto, poco dopo l’annuncio a marzo di monsignor Boccardo del parere favorevole agli interventi da parte della Soprintendenza. Interventi eseguiti dalla ditta Bartolini di Cantalupo, mentre il progetto, lo ricordiamo, era stato realizzato dall’architetto Luciano Buono e dall’ingegnere Nicola Bertini.

“L’impegno della comunità di Cantalupo nel reperire l’intera somma per effettuare i lavori alla chiesa – ha detto il vescovo – è ammirevole, e sottolinea come nel nostro territorio la chiesa parrocchiale è sentita quale casa di tutti, luogo dove si ascolta la Parola e si celebra l’Eucaristia, trova ispirazione e motivazione la carità, si condividono gioie e fatiche, accogliendosi e perdonandosi reciprocamente”. E la riapertura della chiesa di Santa Maria Addolorata, secondo Boccardo, costituisce pure un altro chiaro messaggio: “Lavorare insieme – ha spiegato – facilita sia il reperimento delle risorse che il disbrigo delle pratiche burocratiche, ma soprattutto immette nel tessuto sociale fecondi germi di bene e di collaborazione che lasciano il segno”.

LA STORIA E I LAVORI – Secondo una ricostruzione storica, i lavori per l’edificazione della chiesa di Cantalupo sono iniziati nel 1673 e sono terminati nel 1684. Sostituì quella romanica di S. Michele Arcangelo, oramai diruta. Ciò che è visibile oggi risale ai lavori effettuati nel 1966-1967 dal parroco don Salvatore Flamini: la vecchia facciata fu abbattuta e sostituita da una in marmo e pietra bianco e bruno con statue di ceramica raffiguranti la Madonna con Bambino e San Francesco. Il terremoto del 1997 rese inagibile la chiesa e furono necessari lavori di consolidamento. Il sisma del 2016, come detto, ha nuovamente portato alla chiusura dell’edificio di culto e si sono resi necessari interventi volti alla riparazione al rafforzamento della struttura. Tra questi, operazioni di cuci e scuci per la risarcitura delle lesioni, la realizzazione di cuciture armate, il posizionamento di catene di acciaio e la cordolatura dei lati lunghi.

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