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Gualdo Cattaneo, insulti al sindaco e topi morti in Comune: scatta la denuncia

Pubblicato il 19 Ottobre 2020 15:38 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:13

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Insulti, sacchi di rifiuti di fronte all’ingresso di palazzo comunale e buste con topi morti. Ad essere preso di mira è il sindaco di Gualdo Cattaneo, Enrico Valentini. A quanto pare, gli attacchi nei confronti del primo cittadino gualdese sono oramai ripetuti nel tempo, ma ad un anno e mezzo dal suo insediamento, Valentini ha deciso di dire basta. Dopo aver soprasseduto per qualche tempo, ora la misura è colma ed il sindaco ha deciso di denunciare gli episodi alle forze dell’ordine. “Da fine agosto – racconta il sindaco di Gualdo Cattaneo, affidando a Facebook il suo sfogo – stanno accadendo cose strane che spero termineranno qui”. L’ultima in ordine di tempo una scritta d’insulti realizzata con la bomboletta spray sulla plancia dedicata alle affissioni pubblicitarie. “E’ legittimo – spiega Enrico Valentini – che un cittadino pensi che io sia una m…a, sia chiaro, ma è altrettanto sacrosanto che io sappia il perché, altrimenti è diffamazione. Per tutelare la giunta, il consiglio e tutti i dipendenti comunali – annuncia il sindaco – ho sporto denuncia”. Nonostante ciò, Enrico Valentini tende la mano al suo detrattore: “Ti aspetto in Comune per un appuntamento, a braccia aperte, per sentire ed ascoltare le tue lamentele, ritirerei anche la denuncia senza alcun problema. Il confronto da uomini è alla base di qualsiasi sana società civile e alla base della libertà di ogni individuo di qualsiasi estrazione politica”. Poi, il sindaco ricorda la sua disponibilità verso tutti da quando si è insediato. “In 510 giorni di mandato, come sindaco ho effettuato ufficialmente 347 appuntamenti con i cittadini. Di insulti ne ho presi tanti – sottolinea – ma sempre da gente che ci ha messo la sua faccia e si è sempre volta confrontare e scontrare con me. Ne siamo sempre, o quasi – conclude -, usciti con una stretta di mano o con un sorriso a fine appuntamento. Ma la vigliaccheria non la sopporto”.

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