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La vita in Amazzonia finisce a Sant’Eraclio: molto partecipato l’incontro con Tony Gonzales

Pubblicato il 12 Novembre 2019 18:13 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:23

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Gli abitanti di Sant’Eraclio e una buona rappresentanza di cittadini di Foligno ha risposto positivamente al confronto con l’esperienza di vita della dottoressa Tony Lopez Gonzales che si dedica da 27 anni ad assistere alle comunità indigene dell’Amazzonia. Giovedì scorso la sala grande del “Centro Giovani” di Piazza Fratti, messo a disposizione da don Luigi Filippucci all’ Associazione Casa di Accoglienza “Stella del Mattino” promotrice dell’evento, era particolarmente affollata a dimostrazione dell’interesse che il tema dell’incontro aveva suscitato, dopo la conclusione del Sinodo sull’Amazzonia voluto da Papa Francesco a Roma a cui la Gonzales ha preso parte. Tale partecipazione al termine della conferenza si è tramutata in contributi spontanei da parte dei presenti che hanno così voluto manifestare il proprio interessamento concreto nei confronti delle popolazioni indigene dell’Amazzonia. In un prossimo incontro la dottoressa Gonzales si è impegnata a predisporre un resoconto dell’attività realizzata con l’impiego dei contributi provenienti da Sant’Eraclio. Nella breve introduzione Nadia Sereni operatrice dell’associazione “Stella del Mattino” ha delineato la personalità umile e coinvolgente della dottoressa Lopez che ha ricevuto molteplici riconoscimenti da città europee sia come donna, sia come medico, sia come promotrice dei diritti umani. Presente don Franco Valeriani fondatore della Comunità “La Tenda” e della “Stella del Mattino”, attuale parroco di Valtopina. Don Luigi Filippucci invitato ad intervenire, ha richiesto alla dottoressa Lopez del materiale audiovisivo da poter mostrare ai bambini, agli adolescenti e ai ragazzi che numerosi quotidianamente frequentano l’Oratorio parrocchiale “Don Mariano” perché “è giusto e formativo che le nuove generazioni vengano a conoscenza della realtà dell’Amazzonia e dell’esistenza di persone che dedicano la loro vita e la propria professione, agli altri”. Nel prendere la parola la dottoressa Gonzales ha dichiarato che “il suo gruppo di lavoro ha sempre dimostrato una grande passione per l’umanità”. Nell’esperienza quotidiana la dottoressa Lopez ha affermato di “essere venuta a contatto con tribù che vivono in villaggi, in case di legno, che dormono in amaca e che nell’arco della giornata svolgono una intensa vita comunitaria. Per assistere le popolazioni del luogo – ha aggiunto – utilizzo una barca ospedale a due piani attrezzata di farmacia, centro chirurgico, laboratorio, consultorio, uno spazio comune con finalità aggregative e una piscina. Sono un massimo di cinquanta le persone che usano i servizi socio sanitari presenti nella barca. I bambini – ha evidenziato la dottoressa Tony Gonzales – usufruiscono in Brasile delle Scuole della Salute dove si diffonde il materiale informativo inerente alle malattie tropicali.” La dottoressa spagnola nel tempo si è specializzata sul fronte del morbo di Hansen (lebbra) e come ricercatrice ha collaborato con importanti centri universitari europei. Con l’ausilio di diapositive nell’arco della relazione la Lopez ha proposto all’auditorio le immagini dell’attività medica svolta e anche le differenti tipologie della lebbra che colpisce adulti e bambini in quanto è una malattia che in Brasile è contagiosa”. “Esiste uno spirito di corpo tra le tribù – ha concluso la Gonzales – che è di supporto alla nostra equipe. Noi lasciamo alle comunità un kit medico per la durata di sei mesi e in questo periodo sono le stesse famiglie che si aiutano l’uno con l’altro, andando casa per casa a curare i propri cari e amici, dimostrando altruismo”.

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