8.2 C
Foligno
sabato, Febbraio 7, 2026
HomeCronacaDall'Umbria in Bosnia per aiutare i migranti sulla rotta dei Balcani

Dall’Umbria in Bosnia per aiutare i migranti sulla rotta dei Balcani

Pubblicato il 27 Settembre 2019 16:41 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:33

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

A Foligno una mostra dedicata all’esodo di istriani, fiumani e dalmati

L’esposizione fotografica e multimediale è in programma dal 7 al 14 febbraio nella sala Fittaioli del palazzo comunale

Arte e inclusione a palazzo Trinci: presentata la guida per disabilità cognitive

Frutto della sinergia tra Crhack Lab, Usl Umbria 2 e le cooperative La Locomotiva e Ellelle, il progetto renderà il museo di Foligno accessibile a tutti. Marchionni (Crhack Lab): “L’obiettivo è proporre il progetto anche ad altre realtà della Valle umbra e non solo”

Approfitta della chiusura per la pausa pranzo e ruba vestiti per 500 euro: denunciato 44enne

Nel mirino del ladro un negozio del centro storico di Foligno. Ad incastrare l’uomo le immagini del sistema di videosorveglianza che hanno permesso alla polizia di identificarlo attraverso i tratti somatici

Di certo non le classiche ferie quelle trascorse da Livia Trigona e Fabio Belardoni, rispettivamente presidente e vicepresidente di “Omnes… oltre i confini”, associazione di volontariato con sede a Bevagna. I due, infatti, hanno deciso di trascorrere dieci giorni tra i migranti e, in particolare, con la volontà di aiutare il prossimo. Spirito solidale che li ha portati in Bosnia, a Sarajevo e a Bihac. “Sono queste due tappe imprescindibili – hanno spiegato da Omnes – per i migranti che percorrono la nuova rotta balcanica per raggiungere l’Europa. Abbiamo trascorso le giornate con loro – hanno continuato – e con Nawal Soufi, una volontaria indipendente, tra l’altro premiata Cittadina europea nel 2016, che spende la sua vita a servizio dei migranti, fornendo loro supporto sanitario e, soprattutto, psicologico”. Le parole di Livia e Fabio raccontano con crudezza di scene al limite dell’umanità: “Ci sono storie che fanno rabbrividire, come quelle di ragazzi tra i quattordici e i trenta anni che, presi dalla polizia croata, subiscono violenze e pestaggi inauditi; il tutto avviene nel silenzio generale. È dinnanzi a queste scene – hanno proseguito – che è facile constatare il fallimento di un’Europa che apre i confini alle merci e li chiude agli esseri umani, violandone, tra l’altro, tutti i diritti”. I due volontari hanno detto di aver osservato, ascoltato e aiutato. E in Bosnia, il loro aiuto è stato reale, consegnando ai migranti indumenti pesanti e medicine raccolti nei nostri territori. “Prima della nostra partenza – hanno, infatti, spiegato i due – abbiamo indetto una raccolta di indumenti pesanti, sacchi a pelo, coperte e medicine. La risposta da parte di tante persone di Foligno, Bastia Umbria e Perugia è stata straordinaria, a dimostrazione – hanno concluso – del grande spirito di solidarietà presente nel nostro territorio”. I ringraziamenti di Livia e Fabio vanno, quindi, a tutti gli amici, i conoscenti e gli amici degli amici che hanno donato le loro cose e reso possibile un atto aiuto a Sarajevo.

Articoli correlati