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La presidente Marini incontra i bimbi di Foligno denigrati a scuola

Pubblicato il 28 Febbraio 2019 15:14

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“Ho voluto incontrare i due bambini della scuola primaria di Foligno ed i loro genitori per esprimere loro innanzitutto solidarietà, vicinanza ed affetto per un episodio che, così come emerso dai resoconti giornalistici, e come ho detto subito dopo averlo appreso, è un gravissimo caso di razzismo, estraneo alla diffusa cultura di rispetto che contraddistingue la nostra terra e la nostra gente”. È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che ha ricevuto a palazzo Donini i due bambini, accompagnati dai genitori e dall’avvocato Silvia Tomassoni, che li assiste. “Ho voluto anche rassicurarli – aggiunge la presidente – circa il fatto che la Regione Umbria segue e seguirà con grandissima attenzione questa vicenda, per i contorni delicati che essa ricopre”.

DALLA DIOCESI – Negli scorsi giorni sulla vicenda si era espresso anche l’Ufficio per le comunicazioni sociali della Diocesi di Foligno. Ecco la nota integrale: “La scuola è il luogo protettivo in cui si forma la personalità dei ragazzi: è una palestra educativa in cui la società si prende cura di loro e li accompagna alla scoperta di sé e degli altri perché siano gli uomini e i cittadini di domani. Ci auguriamo sia confermata l’assenza di esplicite motivazioni discriminatorie di stampo razzista nel gesto del maestro della scuola primaria di Foligno, e ci rassicura la pronta reazione solidale dei ragazzi e delle loro famiglie ad un “esperimento sociale” quantomeno malriuscito, ad una lezione interattiva costruita in modo approssimativo e poco adatto all’età dei bambini, la cui assenza di malizia li rende naturalmente maestri di integrazione. Tuttavia, ci interrogano profondamente anche altri elementi emersi da questa storia: il ruolo dei mezzi di comunicazione che si trasformano in gogne mediatiche nel portare alla ribalta una vicenda autorizzando chiunque ad emettere giudizi senza un’esatta conoscenza dei fatti, la tendenza a cercare clamore e a favorire letture estreme invece di impegnarsi per una realistica ricostruzione dell’accaduto, un clima di sfiducia tra le agenzie educative che porta scuola e famiglia a competere anziché a dialogare, un’attenzione insufficiente per gli aspetti psicologici e pedagogici in una scuola troppo attenta alla trasmissione di nozioni: è un laboratorio, sì, ma non adatto all’esecuzione di pericolosi esperimenti senza aver preso le dovute precauzioni. La Diocesi di Foligno è in prima linea in questo campo e vuole restarci, stimolando dialogo tra le agenzie educative e fiducia nel campo dell’educazione, promuovendo anche con esperienze innovative l’integrazione e il rispetto dei bambini nella delicatissima fase evolutiva, senza rinunciare ad impegnarsi per una comunicazione pacata e riflessiva, che rispetti la dignità di tutti gli attori e punti alla ricostruzione della verità”.

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