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Niente più assunzioni dagli elenchi delle categorie protette regionali e Spoleto revoca due bandi

Pubblicato il 25 Maggio 2018 15:51

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Passo indietro del Comune di Spoleto sui bandi per l’assunzione di tre dipendenti appartenenti alle categorie protette. Le figure ricercate attraverso l’avviso pubblicato il 28 marzo – e con scadenza il 18 aprile scorso – erano quelle per la copertura di un posto da esperto amministrativo di categoria C e di due operatori di servizi ausiliari di categoria B. Figure da ricercare tra gli iscritti nelle liste previste dalla legge 68 del 1999, ossia quella riservata a soggetti con disabilità. Ma la delibera approvata dalla giunta regionale lo scorso 14 maggio ha imposto all’amministrazione spoletina un cambio di rotta. Non perché il bando non avesse seguito tutte le procedure, quanto per favorire una maggiore partecipazione e per tutelare l’operato degli uffici competenti. Sì, perché il documento licenziato dalla giunta Marini elimina, di fatto, l’obbligo per le amministrazioni comunali di attingere alle liste regionali. Sulla base della legge 68, infatti, le amministrazioni erano solite ricorrere alla graduatoria gestita dal Servizio di collocamento obbligatorio della Regione, all’interno della quale erano presenti i soggetti disabili e disoccupati con tutti i requisiti per il pubblico impiego. Proprio in virtù di questa prassi dopo la chiusura del bando, il Comune di Spoleto aveva inviato alla Regione tutte le domande ricevute per la verifica dei requisiti. L’Ente regionale, con una nota inviata al Comune il 9 maggio, ha ritenuto ammissibili però solo le domande riferibili agli iscritti nell’ultima graduatoria tutt’ora vigente, una graduatoria ferma al 31 dicembre del 2016 . Pertanto risultavano non ammissibili tutti i disabili iscritti a partire dal 2017. Nota a cui ha fatto, quindi, seguito la delibera del 14 maggio, con la quale la giunta Marini ha disposto di non procedere più all’aggiornamento della formazione delle graduatorie per disabili, perché ritenute non più funzionali e causa di aggravi procedimentali. Delibera che, come spiegato, ha così eliminato l’obbligo di assunzione attraverso le graduatorie regionali. Da qui, dunque, la decisione del Comune di Spoleto di revocare i bandi per indirne nuovi, più rispettosi del principio del “favor partecipationis”, cioè l’interesse pubblico ad ampliare il più possibile la platea dei candidati.

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