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Le parole di Bandecchi infiammano anche Foligno: “Presilla si dissoci”

Pubblicato il 24 Gennaio 2024 11:56

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Le dichiarazioni del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, durante la seduta del consiglio comunale di lunedì mattina, mentre si discuteva di violenza di genere hanno scatenato un vero e proprio polverone, che ha varcato i confini regionali per approdare nelle cronache nazionali. Una ferma condanna, quella che si è sollevata, che non ha lasciato indifferente neppure la città di Foligno, dove Alternativa popolare correrà alle prossima amministrative con il candidato sindaco Enrico Presilla. Ed è proprio a lui e alla coordinatrice Stefania Filipponi che si rivolge la coalizione progressista folignate, che vede al suo interno il Partito democratico e il Movimento 5 stelle, ma anche i gruppi politici di Foligno 2030, PattoXFoligno e Foligno in Comune. “Chiediamo alle altre forze politiche cittadine ed in particolare al candidato sindaco Enrico Presilla e alla coordinatrice Filipponi, rappresentanti della lista Bandecchi a Foligno – scrivono in una nota – di chiarire se quelli sono i valori in cui si riconoscono e che intendono importare nella nostra città. Foligno – aggiungono – ha già sofferto pesantemente, in questa ultima legislatura, una regressione dei costumi istituzionali e guardiamo con preoccupazione a questa possibile ulteriore degenerazione”. Per la coalizione progressista, infatti, le parole pronunciate dal sindaco Bandecchi “sono offensive per le donne, trattate come merce e trofei da possedere, per gli uomini, considerati degli energumeni in preda a pulsioni irrefrenabili e per le Istituzioni, svilite ed offese dalle sue considerazioni e dal suo linguaggio. Tali atteggiamenti – aggiungono – non sono purtroppo un incidente di percorso, comunque gravissimo, ma l’ultima di una lunga serie di esternazioni del sindaco ternano a cui non ci vogliamo abituare”. Un’indignazione condivisa anche dal Coordinamento donne Foligno del Circolo Arci Subasio che bolla quelli di Bandecchi come “sproloqui sessisti, misogini e maschilisti”. “Quando in un consesso politico – dicono – si raggiunge un tale livello di squallore nonché di inadeguatezza di molti dei rappresentanti politici e istituzionali, vuole dire che bisognerebbe avere anche un codice deontologico serio per chi intende fare politica nel nostro paese. Ci chiediamo – concludono – se il candidato sindaco di Alternativa popolare non ritenga di dissociarsi pubblicamente da tale comportamento”.

LA REPLICA – E, nel giro di poche ore non si è fatta attendere la replica del candidato di Ap, Enrico Presilla. “Il proprio pensiero si dimostra con le opere e con la propria vita – scrive Presilla in una nota -. Gli esponenti della coalizione progressista fanno davvero finta di non conoscere quali sono i valori in cui credo e che ho sempre testimoniato? Ognuno ha i propri pregi e i propri difetti, ciascuno ha il suo stile e modo di interpretare la figura di primo cittadino. I tanti che mi conoscono possono testimoniare il mio approccio istituzionale e quanti non mi conoscono mi apprezzeranno”. Poi, il candidato sindaco di Alternativa popolare passa al contrattacco, sottolineando come quella progressista sia una coalizione “che si incontra da quasi un anno e che non riesce a trovare il nome del candidato sindaco, che parla di innovazione e propone di candidare il vicesindaco di quarant’anni fa, che viceversa prende a calci nel sedere i propri iscritti quarantenni, che è composta da quattro reduci del pentastellatismo che fu e che combatteva proprio i compagni dell’allora vicesindaco, che è passata alla storia per l’opposizione più impalpabile e inesistente che Foligno possa ricordare. Senza argomenti, senza pensieri, senza capacità, lontanissima anni luce dai problemi delle persone, ripiegata su se stessa”.

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