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Foligno-Sestino, viceministro De Vincenti: “Nessun rischio sismico e idrogeologico”

Pubblicato il 5 Aprile 2015 10:05 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:31

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“Non c’è alcun tipo di rischio idrogeologico, ne’ sismico, ne’ sul piano delle emissioni derivante dalla rete Adriatica”. Ad affermarlo è stato il vicesiministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti, che venerdì pomeriggio ha risposto in Commissione Senato ad un’interrogazione del Movimento 5 Stelle. Quella del gasdotto Brindisi-Minerbio, è una questione che ha interessato da vicino numerosi enti locali di mezza Italia, tra cui l’Umbria e Foligno. Il timore è quello che, in aree altamente sismiche, la realizzazione di un’opera di questo tipo potrebbe portare dei rischi per il territorio. Non secondo De Vincenti, che ha ricordato l’importanza dell’infrastruttura: “tale rete ha una valenza strategica per il sistema di trasporto nazionale del gas per diverse ragioni”. IL PERCORSO – De Vincenti ha poi spiegato come si snoderà l’opera che “è costituita dai seguenti cinque tratti di gasdotti funzionalmente autonomi: Massafra-Biccari, autorizzato, costruito e in esercizio; Biccari-Campochiaro, autorizzato e in fase di costruzione; Sulmona-Foligno, procedimento in corso; Foligno-Sestino, procedimento in corso; Sestino-Minerbio, procedimento chiuso con esito favorevole, con il decreto di autorizzazione in fase di emissione. Tutti i tratti hanno ottenuto la pronuncia di compatibilità ambientale favorevole del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare”. IL TRATTO DI FOLIGNO – “In particolare – ha sottolineato De Vincenti – il tracciato del metanodotto Sulmona-Foligno e’ stato individuato dopo una dettagliata analisi di campo, di geologia, geomorfologia e idrogeologia del territorio, con particolare attenzione ai bacini fluviali principali e a tutti i corsi d’acqua, anche minori, alla natura dei terreni e alle stratigrafie, elaborando specifiche schede per ogni corso d’acqua, progettando le più opportune modalità di attraversamento fluviale e di ripristino morfologico”. Intervenendo poi sulle opposizioni avute dal progetto, il viceministro ha fatto il punto della situazione: “delle dieci Regioni coinvolte dal progetto ben otto hanno formulato un parere favorevole circa la compatibilità ambientale dell’infrastruttura: Puglia, Molise, Basilicata, Campania, Marche, Umbria, Toscana e Emilia-Romagna. Non si sono espresse la Regione Lazio e la Regione Abruzzo”.

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