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Stipendi in ritardo e niente buoni pasto, alle Omcl si tornano ad incrociare le braccia

Venerdì 29 novembre sciopero di un intero turno per tutti i dipendenti del lotto magazzino e circolazione dello stabilimento folignate. Per Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti “la situazione resta insostenibile”

Pubblicato il 28 Novembre 2024 13:24 - Modificato il 29 Novembre 2024 17:58

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L’ultima volta che i dipendenti delle Omcl di Foligno hanno incrociato le braccia è stato solo il mese scorso: il 21 ottobre, infatti, con uno sciopero di 4 ore, che aveva registrato un’adesione del 100%, avevano protestato contro il mancato pagamento degli stipendi di settembre. Ed ora, a distanza di poco più di un mese, ci risiamo. I lavoratori del lotto magazzino e circolazione sono nuovamente pronti a fermarsi. E questa volta lo faranno per un intero turno, quello di venerdì 29 novembre.

Ad avvertire La Gardenia Srl del nuovo stop dei dipendenti dello stabilimento di via Campagnola sono state, con una lettera inviata il 19 novembre scorso, le sigle sindacali della Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, preso atto della posticipazione del pagamento degli stipendi di novembre. Non una novità per i sindacati, che parlano dell’ennesimo episodio di ritardo nel corrispondere la paga dovuta ai dipendenti delle Omcl con la formula dell’acconto del 50% alla data del 22 novembre e della restante parte dopo il 2 dicembre.

Stipendi ma non solo. Sì, perché a mancare all’appello sono anche i buoni pasto dei mesi di settembre e ottobre. Da una parte, dunque, lo slittamento dei salari, dall’altra la mancata erogazione dei ticket per i pasti. “La situazione – sottolineano nella missiva le tre sigle sindacali – resta insostenibile”. Da qui la necessità di proclamare un nuovo sciopero a tutela dei lavoratori.

Un’azione di protesta che Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti avevano dichiarato sarebbe stata “condizionata dall’immediato pagamento di tutto lo stipendio e dei buoni pasto maturati”. La conferma dello stop alla vigilia della data fissata, però, lascia intendere come le richieste di sindacati e lavoratori non siano state ascoltate. Venerdì, dunque, braccia incrociate in via Campagnola.

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