23.3 C
Foligno
lunedì, Settembre 21, 2026
HomeCronaca“Gioia, pace e speranza: tre parole che dobbiamo riscoprire in questo Anno Santo”

“Gioia, pace e speranza: tre parole che dobbiamo riscoprire in questo Anno Santo”

Monsignor Sorrentino celebra la messa della veglia di Natale nella cattedrale di San Rufino. Il vescovo: “Per Assisi, tra Giubileo, canonizzazione del Beato Carlo Acutis e centenario del Cantico, sarà un anno speciale”

Pubblicato il 26 Dicembre 2024 09:14 - Modificato il 27 Dicembre 2024 15:30

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Babbi-gol regala 3 punti al Foligno: Notaresco k.o. e terzo posto in classifica

Dopo un match per lunghi tratti gestito senza particolari occasioni, la squadra di Marco Di Loreto porta a casa tre punti preziosi. Il patron Fedeli: "Felice per la vittoria ma non possiamo soffrire così"

Dalla musica alla solidarietà: l’eredità morale di Luca Giuliani rivive al “San Giovanni Battista” 

Cerimonia commossa e molto partecipata all’ospedale di Foligno per l’intitolazione del reparto di Anatomia patologica al compositore. La presidente Proietti: “Un messaggio di luce che diventa memoria collettiva”

Arrestato due volte in 48 ore per spaccio: 24enne espulso dall’Umbria

In entrambi gli episodi, il giovane è stato trovato in possesso di diverse dosi di cocaina nascoste dentro alcuni calzini. Dopo essere stato fermato una prima volta a Sant’Eraclio, i carabinieri lo hanno sorpreso mentre nascondeva la droga lungo la “Flaminia”

“Cari fratelli e sorelle è Natale. Potreste dire: hai detto quello che sappiamo. Ma io lo ripeto: è Natale. Perché questa parola che diciamo correntemente e che anzi da un bel po’ di giorni la cultura sociale, economica, attraverso luminarie, alberi, presepi e anche la cultura del regalo ci ricorda, per noi che abbiamo ancora la grazia di credere, è la nascita di Gesù in mezzo a noi e nel nostro cuore. Perché se Gesù nascesse solo nella nostra memoria di una tradizione, se nascesse solo davanti a noi come qualcuno da vedere, magari da contemplare, ma non nascesse nel nostro cuore sarebbe un Natale vano, non sarebbe Natale”.

Lo ha detto il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, all’omelia della santa messa della Veglia di Natale celebrata martedì 24 dicembre nella cattedrale di San Rufino ad Assisi.

“La liturgia che abbiamo ascoltato – ha aggiunto il vescovo – è piena di parole che sono tutte belle. Abbiamo sentito le parole gioia, pace, speranza. Parole stupende ma che, a prima vista, sembrano illusioni perché quanta gioia c’è in cuori che non sono pieni di Dio e vivono alla giornata magari tra tanti problemi? Le nostre case hanno il segno della malattia, talvolta della mancanza di lavoro, altre volte il segno della disunione e della tristezza, ovunque vai trovi lamento e difficilmente trovi qualcuno che dice ‘io sto benissimo, sono felice’. È nato il Salvatore e noi non abbiamo ancora la forza di dire: sto bene perché quello che ho ricevuto è davvero quello che il mio cuore desidera?!”.

Il vescovo ha poi parlato dei tanti luoghi del mondo ridotti in macerie e dove si assiste ad “una carneficina di popoli che non si intendono. Uno di questi – ha detto – è anche il popolo di Dio, il popolo di Gesù nel suo rapporto con i popoli vicini. Dopo duemila anni non c’è né la pace di Israele né la pace del mondo”. 

E anche la parola bella che ci diciamo in termini augurali “che il prossimo sia un anno di pace” è una parola “che sembra non tenere quando poi andiamo a fare i conti con la realtà”.

Parlando della parola speranza il vescovo ha sottolineato che anche questa parola “la abbiamo ascoltata. Per giunta comincia oggi, è cominciata già a Roma con la celebrazione papale e noi la riprenderemo, la faremo riecheggiare nelle chiese particolari nei prossimi giorni. Il 29 io aprirò la Porta Santa per le due chiese di Assisi – Nocera – Gualdo e di Foligno a Santa Maria degli Angeli. La aprirò come il Papa ha aperto a Roma San Pietro. Quest’anno il Papa volendo il Giubileo ha dato a tutto questo tempo di cammino della chiesa e anche dell’umanità il tema della speranza perché si è accorto che c’è tanta disperazione in giro. Non ce la facciamo, sentiamo di non farcela. Ogni tanto ci riprendiamo con qualche augurio, qualcuno pensa di riprendersi con qualche stupefacente, qualche altro di riprendersi facendo un po’ più soldi, qualche altro di riprendersi dandosi al chiasso del divertimento. Poi vai a fare i conti con te stesso e ti rendi conto che sei infelice”.

Gioia, pace e speranza, ha detto il vescovo, sono “tre parole che dobbiamo riscoprire, tre parole da riscoprire proprio in questo anno speciale: il Giubileo. La parola Giubileo viene da giubilo quindi da gioia e dobbiamo riscoprirla ancora di più qui ad Assisi. L’anno prossimo proprio ad Assisi avremo due eventi speciali: uno è l’ottavo centenario del Cantico di Frate Sole che celebra in Cantico di Francesco e l’altro è la canonizzazione cioè la proclamazione che il Papa farà di questo giovane milanese, Carlo Acutis, approdato qui ad Assisi sulle orme di San Francesco e di Santa Chiara. Dunque quest’anno è proprio un anno specialissimo per tutta la Chiesa e per noi doppiamente speciale”. 

Articoli correlati