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Nocera Umbra e la festa di San Rinaldo. Il vescovo “Torniamo a raccordare la nostra vita”

Monsignor Domenico Sorrentino ha celebrato nella cattedrale di Santa Maria Assunta nel giorno del patrono, richiamando il mondo della politica, dell'economia e, più in generale la società, a “stare insieme con i pensieri di Dio”

Pubblicato il 10 Febbraio 2025 12:43 - Modificato il 10 Febbraio 2025 17:44

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Come ogni anno, anche ieri, 9 febbraio, la comunità nocerina si è stretta intorno al suo Santo Patrono Rinaldo nella giornata della ricorrenza. I numerosissimi fedeli che hanno riempito la cattedrale di Santa Maria Assunta, hanno vissuto con emozione e devozione la Messa Pontificale celebrata dal vescovo, monsignor Domenico Sorrentino che, come spesso accade nelle sue omelie, ha toccato temi sociali di grande rilevanza soprattutto per un territorio come quello nocerino e della fascia appenninica. Facendo riferimento ad un convegno nel nord est al quale ha preso parte, incentrato soprattutto su temi economici, con relatori imprenditori ed ex ministri, monsignor Sorrentino ha raccontato che, quando è stato presentato dal giornalista moderatore, ha tenuto sottolineare che a differenza degli ‘ex’ Ministri presenti lui continua ad esserlo, in quanto la parola ‘ministro’ vuol dire ‘avere mansioni servili’ ed io – ha specificato – “sono ministro del più grande imprenditore ed impresario, quello che ha creato il mondo 16 miliardi di anni fa, adottando anche un simbolismo lavorativo. In tutto quello che facciamo – ha detto il vescovo – creiamo di fatto una piccola impresa, ma guai se tutto questo accade senza essere in sintonia con Dio, il vero, grande ed eterno imprenditore del mondo. Noi facciamo grandi imprese, ma finiamo per perdere il raccordo con Lui. Ed è qui che iniziamo a sbandare ed è da qui che nascono problemi di ogni tipo, da quelli economici e quindi della disoccupazione e con milioni di esseri umani ancora oggi, nel terzo millennio, al livello della fame. E anche da qui emergono le tensioni geopolitiche, con guerre assurde che stanno provocando tante macerie e sangue e non si vede la via per trovare la pace. Ogni mattina, come faceva San Francesco, dovremmo ringraziare il Signore per aver creato il mondo. Per gestire la propria impresa ognuno deve seguire le istruzioni d’uso dettate da Dio. San Rinaldo – riferendosi al santo patrono – ha fatto questo. Oggi purtroppo stiamo perdendo il raccordo con Dio. I parlamenti, come i consigli comunali, ma anche come le famiglie dovrebbero scrivere costituzioni e regolamenti legati alle indicazioni di Dio, diversamente, impresari senza riferimenti creano soltanto illusioni. Dobbiamo ritornare a raccordare la nostra vita, la politica, l’economia, il nostro modo di stare insieme con i pensieri di Dio, che sono pensieri di amore. Al convegno ho detto questo. È ora che noi facciamo questa operazione ricostruttiva dei nostri pensieri, delle nostre relazioni e del nostro cuore. Quando su un territorio crolla una grande impresa mette in ginocchio la comunità e qui lo sappiamo bene. Dobbiamo saper ascoltare Dio e mettere in pratica i suoi insegnamenti”.

Le celebrazioni per San Rinaldo

Altro momento di grande intensità emotiva della celebrazione eucaristica è quando il primo cittadino ha acceso la grande candela votiva al patrono San Rinaldo. Nelle invocazioni al Santo, il sindaco, onorevole Virginio Caparvi, ha rinnovato la richiesta di protezione per tutta la comunità nocerina.

Numerose le personalità civili e militari presenti alla Messa Pontificale, come numerosi sono stati i sacerdoti della Diocesi e le rappresentanze delle confraternite del territorio. Particolarmente partecipata è stata anche la processione del pomeriggio della domenica che ha avuto luogo a margine dei Vespri celebrati dal parroco don Ferdinando Cetorelli. I Vespri del sabato sono stati invece celebrati dal vicario diocesano generale della Diocesi, don Giovanni Zampa.

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