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Cantiere sequestrato, interrogazione del Pd sull’”idoneità delle imprese”

Il gruppo consiliare “dem” chiama in causa il Comune di Foligno su quanto accaduto nell’area di Corvia interessata da interventi di riqualificazione legati al Pnrr. Proposta la costituzione di un osservatorio sulle opere pubbliche e la sicurezza nei luoghi di lavoro

Pubblicato il 22 Maggio 2025 17:27 - Modificato il 23 Maggio 2025 12:01

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Annunciata all’indomani del sequestro del cantiere di Corvia da parte dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro che avevano riscontrato nell’area del ciclodromo gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, l’interrogazione del Pd al sindaco Zuccarini è stata messa nero su bianco. Per i “dem” quanto accaduto non più tardi di una settimana fa “è un fatto grave, rispetto al quale vanno accese tutte le luci per fare chiarezza sino in fondo”. Una vigilanza accentuata, sottolineano in una nota dal gruppo consiliare, dal fatto che “si tratti di risorse pubbliche”.

Da qui, dunque, l’invito all’amministrazione folignate a dissipare tutte le perplessità del gruppo di opposizione che chiede, innanzitutto, se il Comune “in quanto coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (Csp) e in fase di esecuzione (Cse) ha verificato l’idoneità tecnico professionale delle imprese”. E ancora con quali criteri sono stati nominati i Csp e i Cse, come ha gestito la cooperazione tra le imprese interessate e se abbia garantito la fornitura nella tempistica delle risorse adeguate. Infine, se abbia verificato il piano di sicurezza (Psc) in fase di progettazione e di esecuzione.

Ma il Partito democratico va anche oltre, chiedendo di avere un quadro dettagliato sull’utilizzo dei fondi Pnrr rispetto alle opere pubbliche programmate e previste ma soprattutto l’attivazione di un osservatorio comunale sulle opere pubbliche e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che coinvolga forze sociali e imprenditoriali. “La questione degli appalti e dei subappalti, la tendenza a scaricare le responsabilità che poi colpiscono l’ultimo anello della catena, cioè il lavoratore, mettono in evidenza l’importanza dei referendum dell’8 e 9 giugno – concludono, dunque, i ‘dem’ – e per stabilire la responsabilità solidale e la logica dell’appalto a cascata il Pd sosterrà il si”.

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