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Foligno, boom di visitatori a palazzo Morotti

La residenza storica, situata nel centro storico cittadino, è stata aperta per la prima volta al pubblico in occasione delle giornate Fai d’autunno. A guidare i turisti alla scoperta dell’edificio gli aspiranti ciceroni dell’Istituto tecnico economico aeronautico “Scarpellini”

Pubblicato il 13 Ottobre 2025 14:36 - Modificato il 14 Ottobre 2025 14:18

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Più di mille presenze a palazzo Morotti. Un’affluenza da record quella che ha riguardato la residenza storica nel centro storico di Foligno, aperta per la prima volta al pubblico in occasione delle giornate Fai d’autunno, che hanno interessato il territorio nel fine settimana appena trascorso.

Ad accompagnare i visitatori alla scoperta del palazzo signorile diciotto studenti dell’Istituto tecnico economico aeronautico “Scarpellini” che, vestendo i panni di ciceroni, hanno illustrato ai numerosi visitatori il piano nobile dell’edificio. Spazio di proprietà della marchesa Emma Elena Leopardi Morotti, che tuttora abita nell’edificio, diretta discendente per ramo materno del poeta Giacomo Leopardi.

“La professionalità e la competenza con la quali i ragazzi hanno svolto il loro compito di narrazione culturale del sito – ha affermato la preside dell’istituto Federica Ferretti – inorgoglisce la scuola e fa sperare per il futuro. Occorre rimettere al centro il protagonismo virtuoso delle nuove generazioni”.

Gli aspiranti ciceroni dello “Scarpellini”

Gli studenti, preparati dalla docente di storia dell’arte e vicepreside della scuola, Maria Carla Cicciola, hanno condotto i visitatori alla scoperta del palazzo, guidandoli verso la scalinata interna che conduce al piano nobile che si apre, dopo una prima sala di raccordo, sul salone d’onore, con decorazioni di ispirazione tardo-barocca e la cui altezza occupa uno spazio di due piani. Tra le curiosità mostrate dai ragazzi dell’indirizzo Turistico e Cambridge della scuola, anche due insolite finestrelle, che spariscono alla vista grazie a un realistico trompe-l’oeil, tramite le quali la servitù osservava lo svolgersi degli eventi, in modo da poter essere presente solo quando necessario.

Parte dell’itinerario anche la sala da gioco, destinata allo svago della famiglia e dei suoi ospiti, che con il suo rivestimento in rosso damascato evoca, in scala ridotta, la tribuna degli Uffizi.  Tra gli arredi spiccano tavoli e cassapanche del Cinquecento, specchiere e consolle del Settecento, al cui interno sono conservati pezzi di scavo, collezioni di monete minerali e gioielli, ma anche una portantina di inizio Seicento e un carrozzino giocattolo, realizzato in legno nella seconda metà del Seicento.

Agli inizi del Novecento il palazzo venne ampliato per volontà di Fabrizio Ceccaroni, suocero dell’attuale proprietaria del palazzo, che visse qui con la sua famiglia e col fratello Rodolfo, esperto ceramista e decoratore. A lui si devono le decorazioni pittoriche in stile neorinascimentale degli ambienti della nuova ala della struttura, come il vano con scala che conduce alla biblioteca, decorata con stipi in stile neogotico del 1924 che contengono libri di particolare pregio, tra i quali incunaboli e cinquecentine.

Fatima Tomassini
Fatima Tomassini
Giornalista pubblicista

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