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Il Lunario Barbanera ad Expo per nutrire il pianeta

Pubblicato il 16 Agosto 2015 10:12 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:19

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Era il 1762 quando il Lunario Barbanera entrò per la prima volta nella quotidianità di chi viveva al ritmo delle stagioni. Da allora sono passati più di duecento anni, ma il sapere che porta con sé e l’attualità che continua a contraddistinguerlo ne hanno fatto uno delle eccellenze che di certo non potevano mancare all’interno del Padiglione Italia di Expo. Così, anche il celebre almanacco folignate è approdato a Milano, ospite di quel “Convivium 2.0” nato per far conoscere il “made in Umbria”, fatto di valori e saperi, in particolare di quelli agricoli, erboristici e legati al cibo. Un’occasione davvero straordinaria per lo storico Lunario che ancora oggi, in una sintesi di passato, presente e futuro, fa dialogare nelle sue pagine tradizione e contemporaneità. Una lunga storia, la sua, i cui punti di forza sono il saper dire e il saper fare, le buone pratiche della vita quotidiana, dei raccolti e del cibo, colture e cultura, nutrimento di corpo e mente. Temi tornati oggi di grande attualità – basti guardare ad Expo – e che Barbanera, “sostenibile” per vocazione, non ha mai abbandonato. Oggi come ieri, infatti, l’almanacco folignate scandisce il tempo e le attività, nell’orto, in casa, in cucina, con le stagioni e con la Luna. E con l’intento preciso di “coltivare”, un genere letterario, popolare e di ampia diffusione, quello dell’almanacco appunto, connaturato alla terra umbra, tra antichi e sempre nuovi saperi e conoscenze. Anche per questo Barbanera ha conquistato il suo posto alla corte di “Convivium 2.0” – evento espositivo voluto dalla Regione Umbria in collaborazione con l’Accademia di belle arti di “Pietro Vannucci” di Perugia – visitabile fino al prossimo 20 agosto all’interno, come detto, del Padiglione Italia. Un riconoscimento straordinario per lo storico almanacco folignate, che si va ad aggiungere al francobollo celebrativo e alla candidatura Unesco alla Memory of the World, riempiendo di soddisfazione la Fondazione Barbanera 1762 e l’Editoriale Campi che ne cura ogni anno l’edizione. “Essere con l’Umbria ad Expo 2015 – si legge in una nota – è motivo di orgoglio. Barbanera è patrimonio di tutti, è una piccola tessera nel mosaico della cultura italiana che dall’Umbria ha travalicato i confini regionali e nazionali, portando con sé la sua storia e la sua scienza. Valorizzarlo è quanto dobbiamo al nostro tempo – concludono quindi dalla Fondazione e dall’Editoriale Campi – ma anche a quanti, dal Settecento ad oggi, hanno alimentato questa tradizione ora nelle nostre mani”.

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