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A Foligno l’artigianato diventa strumento di inclusione

Porte aperte al laboratorio “Gli Elfi” per quattro studenti con disabilità del liceo “Frezzi-Beata Angela” coinvolti nella realizzazione di una Natività con la tecnica dei mosaico. Raffaelli: “Chiave ideale per l’inserimento di ragazzi fragili”

Pubblicato il 8 Gennaio 2026 18:18 - Modificato il 8 Gennaio 2026 18:19

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“Un bellissimo momento di collaborazione che ha permesso un arricchimento al livello sociale, emotivo ed empatico”. È quello che ha coinvolto, come ha spiegato Monica Sansone docente del “Frezzi – Beata Angela”, quattro studenti con disabilità del liceo cittadino insieme ai propri insegnanti di sostegno nella realizzazione di un quadro raffigurante la Natività con la tecnica del mosaico.

La realizzazione del mosaico

Un progetto di artigianato che si è svolto nel laboratorio de “Gli Elfi” di Giorgio Raffaelli e Daniela Zipeto, che nel loro spazio nella zona delle Conce realizzano piccole opere in legno, stampe d’arte, maschere in carta pesta e carta collata e manufatti artigianali di ogni tipo.

“L’iniziativa è andata avanti da ottobre a dicembre – ha sottolineato Sansone – e, dividendo i ragazzi in due gruppi, abbiamo deciso con Giorgio di creare nel corso dei tre mesi un’opera che raffigurasse la Natività da regalare alla scuola. Per gli studenti che hanno partecipato è stato un momento estremamente formativo, nonostante le caratteristiche diverse di ognuno tutti hanno portato a casa qualcosa di bello dai momenti trascorsi insieme”.

La realizzazione del mosaico

Un’attività che ha permesso ai ragazzi di uscire dalle mura scolastiche e di confrontarsi con l’artigianato. “I laboratori manuali– ha spiegato Giorgio Raffaelli – rappresentano una chiave ideale per l’inserimento di ragazzi fragili. La scuola è strutturata prevalentemente con lezioni frontali che per gli studenti con problematiche spesso risultano strette. Invece, portare i ragazzi fuori facendoli entrare a contatto con la manualità delle botteghe artigiane permette loro di distrarsi. Già l’ambiente nuovo, ricco di stimoli, suggerisce un comportamento diverso rispetto a quello che si deve tenere a scuola”.

La realizzazione del mosaico

Un’iniziativa che, se consolidata nel tempo, potrebbe essere non solo un’opportunità per le persone con disabilità, ma anche per le botteghe artigiane stesse, oltre che per il territorio: “Se gli enti pubblici decidessero di abbracciare queste modalità di intervento – ha concluso Raffaelli – si potrebbe sostenere l’artigianato, promuovere il centro storico e dare accoglienza e inclusione a questi ragazzi”.

“Il progetto – ha sottolineato la dirigente del liceo ‘Frezzi – Beata Angela’, Maria Marinangeli – nasce su proposta degli insegnanti, quindi dal basso, alla luce di esigenze che i nostri docenti hanno rilevato. Quello con Giorgio e Daniela – ha poi sottolineato – è stato un momento bellissimo di integrazione e di straordinaria inclusione, una piacevole sorpresa per i docenti ma anche e soprattutto per i ragazzi che hanno potuto mettere a dimora conoscenze e competenze che fanno la differenza nel percorso di vita”.

Quello che ha coinvolto i ragazzi nella realizzazione del mosaico, probabilmente, sarà solo il primo di una serie di progetti che il liceo cittadino realizzerà in collaborazione con il laboratorio de “Gli Elfi”. “La sinergia tra scuola e territorio – ha aggiunto Marinangeli – è fondamentale. Per i ragazzi è importante svolgere laboratori pratici, ce lo insegna la storia della pedagogia, la psicologia ma soprattutto l’applicazione delle neuroscienze. L’abbiamo studiato in lungo e largo, ora è arrivato il momento di applicare sul campo quanto studiato”.

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