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Trevi celebra il ritorno a casa del Martirio di Santa Caterina

Attribuito ad un ignoto pittore di scuola romana del XVII secolo, il dipinto è stato sottoposto ad un intervento di restauro. La restituzione alla cittadinanza è in agenda per domenica 15 febbraio

Pubblicato il 13 Febbraio 2026 15:50 - Modificato il 13 Febbraio 2026 19:26

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Il complesso museale San Francesco a Trevi ospiterà, domenica 15 febbraio alle 18, la presentazione del dipinto restaurato raffigurante il Martirio di Santa Caterina, un’opera seicentesca di scuola romana che entrerà a far parte del ricco patrimonio del museo. Il Comune di Trevi ha finanziato il restauro della tela, affidato alla società Ikuvium di Gubbio, per esporla nella Pinacoteca civica. I protagonisti dell’evento saranno Simone Cerquiglini, responsabile del complesso museale San Francesco, Carlo Roberto Petrini, esperto di iconografia e storia dell’arte, e Federico Donnini, specialista in analisi storico-artistica, che tratteranno rispettivamente gli argomenti della ricostruzione storica e bibliografica, del culto della Santa e dell’analisi storico artistica dell’opera.

“Il dipinto, attribuito a un ignoto pittore di scuola romana del XVII secolo, fu commissionato per la chiesa di Santa Caterina a Trevi, dove il culto della santa è molto radicato, perché legato al rito della raccolta delle olive che fino alla prima metà del Novecento, iniziava proprio il 25 novembre, giorno della sua  ricorrenza”: così Simone Cerquiglini, sottolineando l’importanza del dipinto per Trevi.

Un dettaglio del dipinto del Martirio di Santa Caterina

“La chiesa sorgeva proprio nel mezzo di un uliveto, e per la sua scomoda ubicazione nel 1727, durante una visita pastorale, il vescovo di Spoleto, Carlo De Benedictis, la dichiarò sospesa, così la tela fu trasferita al Santuario della Madonna delle Lacrime. Ma ciò che rimase del luogo era un simbolo di riferimento per i raccoglitori delle olive, al punto da essere utilizzato come rimessaggio per gli attrezzi” ha proseguito Cerquiglini, per poi aggiungere: “Nel 1942 la chiesa fu distrutta dalla Congregazione della Carità per utilizzare le pietre durante la costruzione dell’allora nuovo ospedale, salvando solo la parte absidale, con un affresco del Trecento, restaurato di recente, che rappresenta la Crocefissione con le Marie, Santa Caterina d’Alessandria, San Francesco e San Giovanni evangelista, ora protetto da un vetro che ne permette la conservazione e la visione”. “Il museo civico – ha così concluso Simone Cerquiglini, esprimendo la propria gioia – si arricchisce di un’ opera d’arte che restituisce alla città una parte della propria storia antica”.

L’iniziativa, aperta a tutta la cittadinanza, sarà introdotta dal sindaco Ferdinando Gemma e dall’assessore alla cultura Isabella Burganti.

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