Venti anni da vescovo di Assisi, di cui cinque anche alla guida della diocesi di Foligno. È stata una lunga carriera episcopale quella di monsignor Domenico Sorrentino, oggi amministratore apostolico delle due Diocesi sorelle, e che ora sta giungendo al termine.
Il saluto al pastore è previsto proprio per il 25esimo anniversario della sua ordinazione a vescovo, in programma giovedì 19 marzo alle 18, quando nella Basilica papale di Santa Maria degli Angeli presiederà la celebrazione eucaristica.
“Sarà un momento di gratitudine – ha sottolineato don Giovanni Zampa, delegato ad omnia delle due diocesi – a cui invitiamo tutti a partecipare”.
Durante la celebrazione tutti i momenti che hanno segnato la storia delle due diocesi, unite in persona episcopi, saranno raccontati per mezzo di un’ampia raccolta fotografica: dalla nomina da parte di Papa Benedetto XVI del 19 novembre 2005 a vescovo di Assisi, fino al suo lavoro per i giovani e al rafforzamento del legame con la spiritualità francescana.
Ad essere ricordati, saranno anche eventi del calibro della visita papale dello stesso Benedetto XVI ad Assisi nel 2007, del sinodo diocesano indetto nel 2012, della prima storica visita di Papa Bergoglio nel 2013 e della proclamazione a santo di Carlo Acutis. Senza dimenticare, poi, l’unione in persona episcopi delle due diocesi decisa dal Pontefice argentino, che nominò Sorrentino pastore di entrambe le realtà assisane e folignati.
L’evento vedrà le due diocesi unite per celebrare Sorrentino in vista dell’arrivo del vescovo eletto, monsignor Felice Accrocca, che prenderà possesso della sua cattedra ad Assisi il 25 marzo e a Foligno sabato 28. Sebbene l’ufficiale acquisizione degli uffici da parte di Accrocca non sia ancora arrivata, negli ultimi giorni tra lui e Sorrentino è già avvenuto quello che da alcuni è stato definito una sorta di “passaggio di consegne”.
Nel pomeriggio di martedì 17 marzo alla Camera dei Deputati, in occasione della presentazione del saggio “Il cuore nascosto del Cantico, da sora Morte a Frate Sole, san Francesco e le strofe del vescovado”, scritto proprio dall’amministratore apostolico delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, i due presuli hanno avuto modo di dialogare su vari temi.
“Francesco canta la bellezza della natura – ha spiegato monsignor Sorrentino -, quasi dimenticandosi di quell’anima ‘matrigna’ che gli viene, ad esempio, riconosciuta da Leopardi, perché la vive dentro di sé. Se vediamo il Cantico in questa luce più profonda – ha sottolineato – ci accorgiamo di quanto si caratterizzi per l’essere una perla della letteratura mistica. Per me – ha concluso – è qualcosa che sta nelle corde del mio animo: non riesco ad iniziare la mie giornate senza intonare il Cantico, proprio come voleva Francesco”.
Dalla figura di Francesco e del suo rapporto con la diocesi di Assisi, che proprio Accrocca ha spiegato abbia “conosciuto ben prima della sua conversione”, fino alla relazione tra il santo e il ruolo del vescovo: “Nelle ultime strofe del cantico – ha spiegato sempre il vescovo eletto –, Francesco è un uomo riconciliato, anche con il dolore e la sofferenza. E questa sua riconciliazione è tipica del ministero del vescovo. Il cuore del Cantico – ha concluso – sta proprio in quelle strofe”.




















