Un percorso fatto di scoperta, emozioni e crescita condivisa. È quello che ha coinvolto educatori, professionisti, bambini e bambine de “La Locomotiva” alla scoperta della rievocazione storica della città intesa come patrimonio storico, culturale e identitario, culminato nella mostra “La Nostra Quintana”.
I ragazzi, protagonisti dell’iniziativa, hanno iniziato il viaggio quasi non conoscendo cosa fosse la Quintana, per poi arrivare a realizzare un plastico del Campo de li Giochi e un prototipo di Palio. “La prima esperienza che abbiamo fatto – ha spiegato Marco Savastano de ‘La Locomotiva’ – è stata al Museo della Quintana, abbiamo poi visitato le taverne dello Spada e del Pugilli, dove abbiamo conosciuto il significato di ‘fare Quintana’ e la passione del ‘fare comunità’ come i veri rionali. L’ultima esperienza è stata con Lucio Cacace, magistrato e responsabile della commissione tecnica dell’Ente Giostra, al Campo de li Giochi”.

Un percorso che ha prodotto delle rielaborazioni personali dei ragazzi della rievocazione storica, che sono state messe in mostra a palazzo Candiotti in un’esposizione visitabile fino a giovedì 2 aprile. Un’iniziativa organizzata anche in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo che si terrà proprio giovedì.
“La Giostra della Quintana – ha dichiarato Simone Fagioli, presidente della cooperativa ‘La Locomotiva’ – è ciò che di più si avvicina all’inclusione per la città. È l’emblema di Foligno dal punto di vista socio-inclusivo: qualsiasi rione è disposto ad aprirti le porte senza problemi. Ringrazio soprattutto i ragazzi perché hanno una facilità nel mettersi in gioco incredibile che ci ha permesso di apprendere tanto. Ma ringrazio anche le famiglie che ci danno la fiducia per lavorare con i loro ragazzi”. “Dobbiamo tutti lavorare – ha poi concluso – per far sì che il valore della persona sia effettivamente al centro e che i ragazzi siano il baricentro dei servizi”.

Ad accompagnare i partecipanti alla scoperta del percorso, l’arteterapeuta Pietro Ricci che ha evidenziato il crescente entusiasmo dei “ragazzi e di tutto lo staff. Piano piano sono entrati nell’anima quintanara e, partendo da un mondo che non conoscevano, sono arrivati a realizzare un plastico e un ipotetico palio dove hanno messo tutta la loro creatività con una carica e una voglia sorprendenti”.
Un progetto che ha esplorato l’arte a tutti i livelli. Anche la musica, infatti, è stata protagonista grazie all’esperto Gianluca Bonacci. “Voglio ringraziare tutti i ragazzi – ha detto – perché mi hanno permesso di entrare in relazione con loro mettendosi in gioco. Li ho visti crescere e cambiare, e nel tempo mi hanno reso un professionista più preparato”.
“È bello vedere la Quintana sotto punti di vista differenti, dalle immagini che ritraggono la stalla o il cavaliere fino ad arrivare alla riproduzione del palio fatto dai ragazzi”, il commento dell’assessore alle Politiche Sociali, Lorenzo Schiarea.
“Partecipare a questo progetto – è intervenuto infine Lucio Cacace – mi ha emozionato. Il giorno che i bambini sono venuti al Campo de li Giochi, non conoscevano niente della Giostra e mi hanno fatto tantissime domande particolari e intelligenti che mi hanno toccato molto”. Rivolgendosi poi agli operatori de “La Locomotiva” ha detto: “Fate un’azione davvero bella e nobile”.




















