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Arte e inclusione, a palazzo Candiotti arriva la mostra “La Nostra Quintana”

L’esposizione, visitabile fino al 2 aprile, è composta da opere realizzate dai ragazzi de “La Locomotiva” dopo un percorso alla scoperta della rievocazione. Un’esperienza che li ha portati a esplorare anche le taverne e il Campo de li Giochi accompagnati da Lucio Cacace

Pubblicato il 31 Marzo 2026 14:47 - Modificato il 31 Marzo 2026 17:30

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Un percorso fatto di scoperta, emozioni e crescita condivisa. È quello che ha coinvolto educatori, professionisti, bambini e bambine de “La Locomotiva” alla scoperta della rievocazione storica della città intesa come patrimonio storico, culturale e identitario, culminato nella mostra “La Nostra Quintana”.

I ragazzi, protagonisti dell’iniziativa, hanno iniziato il viaggio quasi non conoscendo cosa fosse la Quintana, per poi arrivare a realizzare un plastico del Campo de li Giochi e un prototipo di Palio. “La prima esperienza che abbiamo fatto – ha spiegato Marco Savastano de ‘La Locomotiva’ – è stata al Museo della Quintana, abbiamo poi visitato le taverne dello Spada e del Pugilli, dove abbiamo conosciuto il significato di ‘fare Quintana’ e la passione del ‘fare comunità’ come i veri rionali. L’ultima esperienza è stata con Lucio Cacace, magistrato e responsabile della commissione tecnica dell’Ente Giostra, al Campo de li Giochi”.

Il plastico de il Campo de li Giochi

Un percorso che ha prodotto delle rielaborazioni personali dei ragazzi della rievocazione storica, che sono state messe in mostra a palazzo Candiotti in un’esposizione visitabile fino a giovedì 2 aprile. Un’iniziativa organizzata anche in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo che si terrà proprio giovedì.

“La Giostra della Quintana – ha dichiarato Simone Fagioli, presidente della cooperativa ‘La Locomotiva’ – è ciò che di più si avvicina all’inclusione per la città. È l’emblema di Foligno dal punto di vista socio-inclusivo: qualsiasi rione è disposto ad aprirti le porte senza problemi. Ringrazio soprattutto i ragazzi perché hanno una facilità nel mettersi in gioco incredibile che ci ha permesso di apprendere tanto. Ma ringrazio anche le famiglie che ci danno la fiducia per lavorare con i loro ragazzi”. “Dobbiamo tutti lavorare – ha poi concluso – per far sì che il valore della persona sia effettivamente al centro e che i ragazzi siano il baricentro dei servizi”.

Il prototipo del Palio e alcune delle opere dei ragazzi

Ad accompagnare i partecipanti alla scoperta del percorso, l’arteterapeuta Pietro Ricci che ha evidenziato il crescente entusiasmo dei “ragazzi e di tutto lo staff. Piano piano sono entrati nell’anima quintanara e, partendo da un mondo che non conoscevano, sono arrivati a realizzare un plastico e un ipotetico palio dove hanno messo tutta la loro creatività con una carica e una voglia sorprendenti”.

Un progetto che ha esplorato l’arte a tutti i livelli. Anche la musica, infatti, è stata protagonista grazie all’esperto Gianluca Bonacci. “Voglio ringraziare tutti i ragazzi – ha detto – perché mi hanno permesso di entrare in relazione con loro mettendosi in gioco. Li ho visti crescere e cambiare, e nel tempo mi hanno reso un professionista più preparato”.

“È bello vedere la Quintana sotto punti di vista differenti, dalle immagini che ritraggono la stalla o il cavaliere fino ad arrivare alla riproduzione del palio fatto dai ragazzi”, il commento dell’assessore alle Politiche Sociali, Lorenzo Schiarea.

“Partecipare a questo progetto – è intervenuto infine Lucio Cacace – mi ha emozionato. Il giorno che i bambini sono venuti al Campo de li Giochi, non conoscevano niente della Giostra e mi hanno fatto tantissime domande particolari e intelligenti che mi hanno toccato molto”. Rivolgendosi poi agli operatori de “La Locomotiva” ha detto: “Fate un’azione davvero bella e nobile”.

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