Quali iniziative ha previsto l’amministrazione per tutelare il Comune e il suo territorio dagli effetti dei lavori di manutenzione sulle tratte “Sulmona-Foligno” e “Foligno-Sestino” del gasdotto Snam “Rete Adriatica” e di quelli di rifacimento della “Colfiorito-Gallese”, appartenente alla linea “Recanati-Gallese”? È questo il tema al centro di due distinte interrogazioni presentate lo scorso 17 aprile dal gruppo consiliare del Partito democratico e che presto approderanno in consiglio comunale.
La richiesta di chiarimenti da parte dei “dem”, è arrivata al netto delle imminenti e in alcuni casi già in corso operazioni di rifacimento e ammodernamento delle suddette condotte, che ricadono nel territorio comunale, attraversando, per quanto riguarda il primo, il piano di Popola e Cesi fino a quello di Annifo, e, nel caso del “Recanati Gallese”, l’area di Santa Maria di Plestia e l’altopiano di Colfiorito, scendendo fino al confine con il comune di Bevagna, dove è prevista la realizzazione di una stazione di compressione, in ausilio alla funzione dei gasdotti.
Nel dettaglio, il gruppo composto da Rita Barbetti, Tommaso Feliziani, Mario Bravi, Giorgio Gammarota e Maura Franquillo nella prima interrogazione chiede all’amministrazione di spiegare “quali siano le iniziative che il Comune di Foligno intenda intraprendere sia nei confronti di Snam Rete Gas, sia del Ministero dell’Ambiente e la Sicurezza energetica, per assicurare che i ripristini e le mitigazioni previsti dai distinti progetti di gasdotto vengano eseguiti con le migliori tecniche disponibili, e la loro qualità ed efficacia sia monitorata nel tempo”.
La richiesta arriva alla luce delle necessarie trasformazioni del territorio “fragilissimo ed esposto a dissesti soprattutto nella parte montana e collinare stante la natura dei terreni” che poterebbe l’installazione di tubi da 120 centimetri, nel caso del gasdotto “Rete Adriatica”, e da 65 centimetri, per la linea Colfiorito-Gallese.
A questo si aggiunge la volontà da parte della forza di opposizione di sapere se la giunta “non ritenga necessario promuovere un’intesa tra i Comuni umbri interessati dalle due infrastrutture lineari energetiche, e in particolare tra i Comuni investiti dal gasdotto ‘Rete Adriatica’ in avanzato stato di realizzazione, tra gli altri quelli di Preci, Sellano, Nocera Umbra, Gualdo Tadino e Gubbio, e la Regione Umbria, per la concertazione di ogni iniziativa utile a tale scopo”.
Seguendo la scia tracciata dal tema della mitigazione degli effetti dei lavori, i “dem” hanno preparato anche un’interrogazione che chiede al sindaco Zuccarini e alla squadra di governo cittadino di chiarire se “il Comune di Foligno, nell’esercizio della potestà riconosciuta dall’articolo 1, comma 5, della legge 23 agosto 2004, numero 239, abbia chiesto a Snam Rete Gas il riconoscimento di misure di compensazione ambientale”.
Per i rappresentanti del Partito democratico l’esempio da seguire sarebbe quello dei Comuni di Gubbio e Gualdo Tadino che “in relazione alle trasformazioni conseguenti alla realizzazione del gasdotto ‘Rete Adriatica’ hanno nei mesi appena trascorsi avviato negoziazioni con Snam Rete Gas, ottenendo – spiegano dal Pd – somme a titolo di monetizzazione delle compensazioni pari, per ciascuno, a 800mila euro”, e del Comune di Camerino, che “allo stesso titolo si è visto riconoscere nei giorni scorsi la somma di 550mila euro”.
La capogruppo Barbetti e i suoi, infatti, chiedono “quale sia lo stato delle negoziazioni eventualmente intraprese e, prima ancora, quali siano i criteri in forza dei quali è stata avanzata, o si intenda avanzare la richiesta, criteri che devono necessariamente tener conto oltre che della dimensione delle trasformazioni, e della non mitigabilità assoluta delle stesse, anche dello sviluppo lineare chilometrico nel territorio comunale di ciascuno dei due gasdotti”.
E, infine, se l’amministrazione “non ritenga prioritario destinare le somme conseguite a titolo di compensazione ad interventi di infrastrutturazione ambientale che siano localizzati nelle aree montane, collinari, di valle, e comunque extraurbane, direttamente segnate dalle trasformazioni”.



















