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Dalla seconda commissione l’ok all’indizione di inchiesta pubblica per il progetto eolico “Foligno”

Nella seduta di martedì 21 aprile è arrivato il voto unanime, ora la pratica passa al consiglio comunale che si riunirà a fine mese. Barili: "Già inviato il parere negativo degli uffici al Mase"

Pubblicato il 21 Aprile 2026 18:39

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La seconda commissione torna a schierarsi in difesa dell’Appennino folignate contro l’invasione dei progetti eolici. Nei fatti, la posizione è stata assunta con l’approvazione unanime di un’indizione di inchiesta pubblica al ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) per la realizzazione dell’impianto eolico presentato da Sorgenia, denominato “Foligno”, nel corso della seduta del 21 aprile.

Sono stati 16 i voti a favore della proposta illustrata dall’assessore all’urbanistica Decio Barili, che ha spiegato come “l’impianto si concentra integralmente sui nostri territori, con ben 7 pale di altezza al mozzo di 174 metri, e in particolare nelle frazioni di Popola, Volperino e Fraia”. 

“Gli uffici comunali – ha proseguito – hanno formulato parere negativo e lo hanno inviato agli uffici del Mase, rispettando la tempistica di 30 giorni dalla presentazione del progetto. Come amministrazione riteniamo opportuno e giusto fare richiesta di indizione di inchiesta pubblica, che sarà votata nel consiglio del 29 aprile prossimo, così da presentarla, in caso di esito positivo, entro i primi di maggio”.

Barili successivamente ha anche sottolineato quale sia l’orientamento dell’amministrazione rispetto all’approccio delle aziende che propongono i progetti eolici nell’Appennino umbro: “Siamo sinceramente turbati dall’atteggiamento delle grandi aziende che presentano questi progetti – ha detto -, che non aprono al dialogo e alla collaborazione con Comuni e comunità, con cui non sono disposte a condividere neanche un chilowatt”.

La proposta, come detto, ha raccolto il beneplacito dei commissari presenti, seppure alcuni, come Diego Mattioli (Foligno in Comune), abbiano palesato delle perplessità, non tanto verso l’indizione dell’inchiesta, quanto verso il futuro delle rinnovabili del territorio.

“Il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima – ha specificato Mattioli – parla del fatto che, entro il 2030, il 60% dell’energia necessaria dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili. Sono d’accordo con l’indizione dell’inchiesta, ma oltre a dire no a questi progetti è necessario proporre un’alternativa per non rimanere indietro”. 

Ad intervenire anche il consigliere Marco De Felicis (Lega), che ha sostenuto come sia necessario dire “no all’eolico che invade le cime delle nostre montagne, pensiamo ad un eolico sensato rispetto al nostro territorio. Dovremmo essere tutti molto uniti per la difesa di ambiente e paesaggio – ha poi detto –, che non passa di certo per l’edificazione delle mostruose pale che progetti come questo puntano a costruire”.

Il progetto nelle scorse settimane aveva già acceso il dibattito cittadino, dividendo l’opinione pubblica sul tema delle energie rinnovabili. Il tema, infatti, è stato ampiamente trattato nel numero 14 della Gazzetta di Foligno, con interviste a Monica Tommasi della onlus “Amici della Terra” che ha sviscerato le criticità legate all’installazione degli impianti, e al presidente di Legambiente Umbria, Maurizio Zara, che invece ne ha spiegato le opportunità.

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