“Sarai con noi, in ogni passo, in ogni respiro, in ogni parola” recitava lo striscione fatto sfilare sul campo dai rionali del Contrastanga per ricordare Fabio Luccioli, pochi minuti prima che la Giostra dell’Ottantennale prendesse il via. Ed è stato proprio così. Perché sabato sera, al Campo de li Giochi, il popolo gialloblù l’ha sentita tutta la sua presenza. “Fabio era con noi” ha commentato il priore Carlo Mattioli, a margine di quella che è stata una vittoria inaspettata, ma forse proprio per questo ancora più bella. “Questa vittoria è per lui” ha proseguito dedicandogli un palio che in via Piermarini mancava da 12 anni, dalla Giostra della Sfida del 2014, quando a trionfare era stato Luca Innocenzi in sella ad un giovanissimo Guitto. “Avrei voluto lui vicino a me per festeggiare questa sera” ha, quindi, dichiarato. Fabio che di Mattioli era stato anche uno dei due vice priori nel suo primo mandato, insieme a Michelangelo Epicoco. Una vittoria, quella di sabato sera, che il priore ha definito “fantastica” e “fuori da ogni previsione”. Frutto anche di “una scommessa fatta con un cavallo all’esordio, condivisa con il cavaliere e con ragazzi della scuderia”. “Una vittoria – ha concluso – che ripaga impegno, lavoro, delusioni, fatica e un grande amore”.
A condurre il popolo gialloblù al trionfo è stato Marco Diafaldi, al suo debutto come Furente. Una giostra, quella affrontata insieme al debuttante Larix, che lo ha visto saldo nelle prime quattro posizioni in entrambe le prime tornate, rispettivamente concluse con un tempo di 54.20 e 54.76. Tempi che, dopo l’uscita di gara in terza tornata del Gagliardo dell’Ammanniti, Mattia Zannori, che lo precedeva, lo davano sul terzo gradino del podio. Ma la sua buona stella ha voluto di più per il 39enne faentino. E così, in barba ad ogni pronostico, alla fine è stato lui ad alzare al cielo il palio dell’Ottantennale, realizzato per l’occasione dal maestro Luigi Frappi. “È stata una Quintana incredibile”, le sue prime parole. “Debuttiamo con un cavallino sicuramente generoso, bravo, buono per il futuro, ma non avevamo il passo dei primi” ha spiegato. Ma, come ricordato dallo stesso cavaliere, “la Quintana è sempre difficile da vincere: anche chi sembra sia imprendibile – ha proseguito – può sbagliare e noi ci siamo fatti trovare pronti”. Per Diafaldi, quella portata a casa, è stata una “vittoria frutto di tanto lavoro e di tanti sacrifici durante tutto l’anno”. Un lavoro che per il 39enne non può che continuare ora. “Da domani torniamo ad allenarci” ha annunciato, per poi commentare il suo rapporto con Larix, cavallo debuttante con cui ha condiviso la sua prima vittoria sull’otto di gara folignate. “Il cavallo è nelle mie corde e io nelle sue” ha detto, per poi aggiungere: “Era alla sua prima esperienza e non ci conosciamo da tanto, però ha fatto benissimo e posso solo ringraziarlo”. Per Diafaldi, però, una vittoria da condividere anche con i “ragazzi che lavorano durante tutto l’anno”. “È un sacrificio – ha concluso – perché devi mettere da parte anche delle cose personali per fare questo sport e da solo non ce la puoi fare, hai bisogno di tutti i tuoi uomini”.




















