“Chi sceglie di cambiare il modello dei nidi comunali ha il diritto di farlo, ma deve assumersene la responsabilità davanti alla comunità e, soprattutto, rispettare le regole”. Uil Fp, Fp Cgil e Usb, all’indomani dell’annuncio dell’imminente esternalizzazione di due strutture, parte dei servizi educativi per l’infanzia del Comune di Foligno, fatto dal sindaco Stefano Zuccarini durante la seduta del consiglio comunale di ieri (23 giugno), hanno preso posizione attaccando sia la scelta dall’amministrazione che le modalità usate per comunicarla. Alla luce di questo e dei persistenti problemi, è stato confermato lo stato di agitazione del personale.
La criticità lamentata, di fatto, è che la giunta ha comunicato la scelta ai rappresentanti dei genitori dei nidi nel corso dell’incontro del 17 giugno, per poi annunciarlo in consiglio comunale, senza consultare in alcun modo i sindacati. Secondo le sigle “l’affidamento a soggetti terzi di attività oggi svolte nell’ambito dei servizi comunali rientra nel sistema delle relazioni sindacali previsto dal Ccnl Funzioni locali”.
“Questo – spiegano in una nota le forze sociali – richiede informazione preventiva, formale e completa, con tutti gli elementi necessari a valutare ragioni, tempi, costi, ricadute sul personale e impatto sull’organizzazione del servizio. Se il sindaco ha dato mandato di predisporre gli atti per affidare a soggetti esterni due strutture oggi gestite direttamente dal Comune, senza prima attivare le corrette relazioni sindacali, siamo davanti ad un fatto gravissimo e in evidente contrasto con le prerogative previste dal contratto”.
Nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, Zuccarini aveva spiegato come l’amministrazione abbia già “dato mandato alla dirigente d’Area di predisporre l’apposito bando”, definendo l’azione come un obiettivo “da mettere in atto il prima possibile”. Gli sviluppi molto rapidi descritti dal sindaco riguardo all’esternalizzazione non sono stati rappresentati, come sottolineato dai sindacati, “nell’incontro avuto con l’assessore competente sulla vertenza con i nidi”, tanto che persino nei precedenti “confronti con la giunta l’esternalizzazione era stata esclusa, o indicata come ipotesi non presa in considerazione”.
“Abbiamo chiesto chiarimenti formali – aggiungono le forze sociali –. Non sono arrivati. Abbiamo chiesto dati certi sui vincoli assunzionali. Non sono arrivati. Poi apprendiamo in consiglio comunale che il percorso sarebbe già stato avviato. Questo non è un modo corretto di amministrare né di gestire le relazioni sindacali”.
Per le sigle firmatarie della nota, a restare aperto sarebbe anche “il nodo del limite del 27% tra spesa di personale ed entrate correnti, più volte richiamato dall’amministrazione per sostenere l’impossibilità di procedere a ulteriori interventi sul personale comunale”.
La richiesta di chiarimenti sul tema da parte dei sindacati va avanti da marzo, con l’esplicita necessità di “conoscere il calcolo aggiornato della capacità assunzionale, il valore economico effettivo della soglia, il margine disponibile e il dettaglio delle voci che compongono la spesa di personale 2026. Ad oggi – tornano a ribadire –, una ricostruzione completa non è stata fornita”.
“Se si giustifica l’esternalizzazione con l’impossibilità di assumere – prosegue la nota – allora i numeri devono essere messi sul tavolo. Senza dati certi ogni scelta rischia di poggiare su affermazioni non verificabili. Una pubblica amministrazione non può chiedere fiducia mentre nega trasparenza”.
La critica dei sindacati, come spiegato dagli stessi, non è diretta all’intervento di aumento dei posti, dell’orario e della qualità del servizio, quanto a come si sia arrivati alla situazione odierna e a come la giunta abbia scelto di muoversi.
L’ira delle sigle, poi, si è diretta anche verso quello che è stato definito un “tentativo di scaricare sulle assenze del personale le difficoltà del servizio”. Ciò arriva dopo che il primo cittadino folignate in consiglio, criticando lo sciopero degli straordinari, aveva asserito, dati alla mano, che “dal 2025 al 2026 sono state 173 le ore di straordinari”. “C’è chi ha effettuato 41 minuti di straordinario in un anno – aveva evidenziato –, chi per un’ora e 17 minuti, chi per 7 ore e qualcun altro per 54 minuti”.
“Malattie, maternità, Legge 104 e altri istituti tutelati – rispondono i sindacati –, non sono anomalie da usare nel dibattito pubblico, ma elementi fisiologici che un’organizzazione seria deve prevedere e gestire. Richiamare singole situazioni personali per giustificare scelte strutturali sul futuro dei nidi è inaccettabile e ingeneroso”.
Per i sindacati, quanto sta accadendo nei nidi non è un episodio isolato, ma il segnale di un problema più ampio nel governo della macchina comunale. “Da mesi segnaliamo criticità crescenti – descrivono –: ufficio personale in forte difficoltà come le Aree Lavori pubblici, Sociale, Servizi finanziari, Governo del territorio, Demografici, Servizi generali e Cultura. In troppi ambiti emergono sovraccarichi, ritardi, conflittualità interne, responsabilità non aggiornate e mancanza di una regia chiara”.
“Abbiamo agito con responsabilità – esplicano i sindacati –. Abbiamo atteso risposte. Abbiamo sospeso iniziative quando era utile ridurre i disagi. Ma non possiamo accettare che – concludono –, mentre si parla di confronto, l’Amministrazione proceda con decisioni già impostate senza rispettare le prerogative sindacali. La misura è colma”.
Al netto di ciò, come detto, le forze sociali hanno confermato lo stato di agitazione e hanno annunciato di voler valutare ulteriori iniziative sindacali a partire dalla riapertura dei nidi e nelle fasi successive.




















