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Centrale Enel di Bastardo: presentata una mozione dai capigruppo di maggioranza in Regione

Pubblicato il 12 Dicembre 2015 11:47 - Modificato il 5 Settembre 2023 22:11

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La Centrale Enel di Bastardo torna al centro del dibattito politico. A sollevare la questione, con una mozione rivolta alla giunta regionale, sono i capigruppo di maggioranza, Silvano Rometti (Socialisti e Riformisti), Giacomo Leonelli (Partito democratico) e Giuseppe Biancarelli (Umbria più uguale). In particolare, i tre consiglieri chiedono all’esecutivo di palazzo Donini di “adottare tutte le iniziative necessarie per instaurare un progetto che porti ad individuare le possibilità di impiego della Centrale Enel di Bastardo e di un intero sito che si caratterizza per la sua ampia estensione”, ma anche di “attivare percorsi di ricerca di fondi comunitari che possano supportare l’attività che si intende svolgere”, oltre a “prevedere il potenziamento della scuola, attualmente in essere, di addestramento specialistica del personale Enel a livello nazionale, attraverso la costituzione di un centro di alta formazione universitaria che potrebbe diventare anche polo di attrazione per ricercatori e studiosi e struttura regionale di eccellenza”. Tutto questo a fronte della volontà di Enel di procedere alla dismissione di 23 centrali termoelettriche, tra cui la “Pietro Vannucci” di Bastardo. Di fatti, Enel potrebbe disporre la chiusura della della struttura già a partire dal prossimo 2017. “La scelta della dismissione – spiegano – è dovuta ad un calo della domanda, determinata anche da una forte concorrenza delle fonti rinnovabili, a cui si aggiunge un sistema elettrico che sta virando da un sistema centralizzato ad uno di generazione distribuito che ottimizza lo sfruttamento delle fonti rinnovabili e permette l’autonomia energetica territoriale”. Rometti, Leonelli e Biancarelli evidenziano che “il sistema di produzione energetica ha assunto, tra le sfide tecnologiche dei prossimi anni, lo sviluppo di sistemi di accumulo efficienti, non inquinanti e di basso costo. Preso atto  dell’accordo sottoscritto tra il Comune di Gualdo Cattaneo con il dipartimento di Ingegneria dell’Università di Perugia che, in un’ottica di riconversione e nuovo impiego della Centrale, ha elaborato un progetto denominato ‘Penelope’, con cui ipotizza una produzione non inquinante della struttura e la conversione della centrale in due parti”. Nello specifico, per quel che riguarda questo ultimo punto, si tratta di un centro energetico e di un distretto industriale altamente sviluppati ed innovativi. Secondo i capigruppo della maggioranza, quindi, “come riportato nel progetto ‘Penelope’, attraverso la costituzione del centro energetico si potrebbe dare luogo alla creazione di un impianto non inquinante, che favorisce lo sviluppo delle energie rinnovabili, contribuire alla stabilità della rete elettrica ed alla riduzione del costo dell’elettricità e usufruire di finanziamenti di ricerca. Mentre attraverso la costituzione del distretto industriale – aggiungono – si avrebbero impianti industriali o commerciali ad alta sostenibilità, impianti fotovoltaici che accumulano energia, la possibilità di accesso ad elettricità di qualità ed energia a basso costo che potrebbe essere usata anche per il trasporto, come auto elettriche o ad idrogeno”.

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