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Foligno, scontro aperto sui servizi educativi: la giunta risponde al comitato dei genitori

L’amministrazione replica alla lettera aperta di “Infanzia bene comune” e difende le scelte prese, dalla tariffazione delle mense al trasferimento al nido “Raffaello Sanzio”: “Nessuna informazione omessa, puntiamo sulla qualità del servizio”

Pubblicato il 28 Agosto 2026 16:38 - Modificato il 28 Agosto 2026 16:39

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La giunta del Comune di Foligno risponde alla nota del comitato “Infanzia bene comune” per “stigmatizzarne i contenuti”. Una presa di posizione che non si è fatta attendere dopo che i genitori dei bambini e delle bambine dei nidi e delle scuole dell’infanzia di Foligno avevano inviato una lettera aperta agli assessori per fare chiarezza su alcune questioni. Tra i nodi presentati rientravano lo spostamento dei piccoli alunni dall’asilo nido di Prato Smeraldo al “Raffaello Sanzio”, gli aumenti della retta della mensa, la mancanza “di comunicazioni ufficiali sulle sedi e gli orari previsti” e non solo.

L’amministrazione in risposta ha tenuto a precisare – come detto – la volontà di “stigmatizzare” i contenuti della lettera, in quanto non “si tiene conto del fatto che questa amministrazione, dopo la prima riorganizzazione adottata nel mese di marzo 2026 – fanno sapere dal Comune –, ha accolto la principale esigenza delle famiglie di ripristinare il servizio, così com’era previsto nel precedente anno educativo”. Tutto ciò “riprogrammando i servizi con la necessità di ricorrere ad istituti e procedure che hanno evidentemente richiesto tempi non brevi”.

Riguardo alla mancanza di comunicazione con le famiglie segnalata dal comitato, la giunta ha evidenziato come le informazioni siano state trasmesse secondo una prassi ordinaria dei servizi educativi che, per i bambini già iscritti e frequentanti, vanno dalla condivisione delle informazioni al momento dell’iscrizione, fino al confronto con le educatrici di riferimento. “Sono inoltre previste – aggiungono – specifiche riunioni, finalizzate a fornire tutte le informazioni necessarie sulla nuova organizzazione dell’anno educativo 2026/2027”.

Per quanto riguarda invece i nuovi iscritti spiegano come le modalità di comunicazione siano differenti e seguano, come ogni anno, il consolidato percorso di accoglienza e inserimento previsto dai servizi, con le educatrici che stanno provvedendo a comunicare le date delle riunioni.

Per l’amministrazione non è quindi condivisibile la rappresentazione delineata dal comitato secondo cui le famiglie si troverebbero di fronte a un quadro “pieno di tasselli mancanti” e “sarebbero costrette a reperire autonomamente le informazioni attraverso fonti diverse dall’amministrazione”.

Smentita, secondo la giunta, anche l’affermazione secondo cui il Comune riterrebbe “accessoria” la tempestiva comunicazione alle famiglie sulle modalità di avvio delle attività.

Venendo poi al trasferimento dei piccoli alunni dal nido di Prato Smeraldo al nido comunale “Raffaello Sanzio”, la giunta sottolinea come questo non sia destinato a “determinare alcun disagio per i bambini sotto il profilo educativo”, con le modalità relazionali e organizzative adottate dal personale che costituiscono un riferimento “fondamentale per garantire continuità e serenità ai bambini indipendentemente dalla struttura fisica nella quale vengono svolte le attività”.

Rispetto l’imminente apertura della struttura del “Raffaello Sanzio” prevista a fine settembre, l’amministrazione informa come rimanga “solo l’allestimento della cucina e, pertanto, in tempi sufficientemente brevi l’asilo sarà reso fruibile una volta acquisite tutte le necessarie certificazioni tecniche”.

Per la giunta, inoltre, la nuova sede può rappresentare un importante opportunità di miglioramento del servizio. “I due nidi – aggiungono – sono facilmente e logisticamente raggiungibili e posti a una distanza contenuta, tale da non determinare, sotto il profilo degli spostamenti, un significativo aggravio per le famiglie”.

Inoltre, secondo gli assessori il trasferimento consentirà ai bambini di usufruire di un ambiente nuovo, progettato e studiato secondo criteri pedagogici contemporanei con elementi che “contribuiscono concretamente a innalzare la qualità dell’esperienza educativa offerta ai bambini e che rappresentano il risultato di una volontà dell’Ente di investire nel miglioramento dei propri servizi”.

Rispetto invece alla fascia oraria pomeridiana, dalle 13.30 alle 15.30, la cui gestione, come già riportato su queste colonne, in quattro nidi comunali è stata affidata a cooperative esterne, viene specificato come siano state previste “riunioni con le famiglie dei bambini già iscritti e frequentanti, nel corso delle quali saranno fornite tutte le informazioni relative all’organizzazione delle attività e alle modalità di svolgimento del servizio”.

Dal comitato dei genitori erano poi stati espressi dubbi rispetto all’inserimento del personale delle cooperative nella fascia pomeridiana. Su questo fronte la giunta ha sottolineato come l’organizzazione dei passaggi sia sempre stata affidata “alla competenza e alla professionalità del personale educativo e del coordinamento pedagogico, che conoscono – proseguono – le modalità più idonee affinché l’inserimento delle educatrici incaricate della fascia pomeridiana avvenga nel rispetto dei tempi, delle esigenze e delle caratteristiche dei bambini”.

L’amministrazione specifica come, inoltre, la continuità educativa si realizzi “attraverso un’organizzazione pedagogica consapevole nella condivisione delle modalità educative e nella costruzione di condizioni che consentano ai bambini di vivere serenamente anche i momenti di passaggio tra le diverse figure”.

Tra le istanze avanzate dal comitato anche l’ipotesi di estendere l’orario di permanenza dei bambini alle 16.30 o alle 17.30. Una scelta che secondo la giunta “non è risultata concretamente percorribile per l’anno educativo in avvio”. L’ampliamento dell’orario, infatti richiederebbe una “specifica procedura di gara” con lunghi tempi tecnici e amministrativi.

“Ciò non significa – fanno sapere – che l’amministrazione non intenda prendere in considerazione, per il futuro, una diversa articolazione dell’orario dei servizi educativi”. Un’ipotesi che potrà essere valutata “nell’ambito di un possibile processo di esternalizzazione del servizio”. Prospettiva che “dovrà essere oggetto di un’attenta valutazione da parte dell’amministrazione, tenendo conto della sostenibilità organizzativa ed economica del servizio, della qualità dell’offerta educativa e delle effettive esigenze espresse dalle famiglie”.

Tra i temi sollevati dal comitato, anche alcune questioni riguardo all’organizzazione delle scuole dell’infanzia. Nello specifico l’aumento delle tariffe del servizio delle mense rispetto al quale la giunta sottolinea, innanzitutto, come “le stesse vengono portate a conoscenza delle famiglie in fase di iscrizione al servizio, ossia nel momento in cui il genitore manifesta la propria volontà di usufruire della mensa e presenta la relativa domanda”. Per questo per l’amministrazione non è condivisibile “l’affermazione secondo cui i genitori sarebbero stati informati degli aumenti attraverso modalità non istituzionali”.

Sull’aumento della retta la giunta precisa come “le tariffe non sono state oggetto di aumenti dal 2011. L’adeguamento per il prossimo anno scolastico si rende necessario anche alla luce del significativo incremento registrato nel corso degli anni nei costi delle materie prime e, più in generale – sottolineano –, dei costi necessari alla gestione del servizio”.

Tra le motivazioni figura anche la qualità delle materie prime utilizzate “che rappresenta un elemento qualificante del servizio”, con olio extravergine biologico, carni a indicazione geografica protetta e alimenti biologici.

Precisato anche come in sede di iscrizione sia stato indicato che la quota fissa mensile “non viene applicata per il mese di settembre, ma decorre dal mese di ottobre e viene corrisposta per nove mesi di servizio”.

“Come sempre – aggiungono dall’amministrazione – l’attenzione di questa amministrazione nei confronti del servizio dei nidi comunali e le conseguenti scelte organizzative sono guidate da una puntuale considerazione delle esigenze espresse dalle famiglie”. A dimostrarlo secondo la giunta il ripristino del servizio dei nidi fino alle 15.30 dopo una fase sperimentale.

“Il confronto con le famiglie e le loro rappresentanze – concludono – è certamente importante e l’amministrazione non intende sottrarsi ad esso. Proprio per questo, tuttavia, tale confronto deve fondarsi su informazioni corrette e su una rappresentazione dei fatti aderente alla realtà, non su giudizi apodittici o ricostruzioni prive di riscontri”.

Fatima Tomassini
Fatima Tomassini
Giornalista pubblicista

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