Stava venendo trasportato in ospedale dagli operatori della Croce Bianca di Foligno, quando ha dato in escandescenze, prima minacciando e poi aggredendo con violenza l’equipaggio, che è stato costretto a fermare l’ambulanza e a chiamare le forze dell’ordine, che sono intervenute arrestando l’uomo.
È stato un episodio grave quello che lo scorso 26 agosto hanno subito i volontari dell’associazione che dal 1906 opera nel campo del pronto soccorso e che ha scatenato la ferma condanna da parte del presidente Gianluca Matilli.
Come detto, l’accaduto si è verificato quando un equipaggio della Croce Bianca in servizio a Nocera Umbra stava trasportando un paziente, preso in carico e assistito, verso l’ospedale di Branca. All’improvviso, l’uomo avrebbe iniziato a manifestare un comportamento aggressivo e violento nei confronti del personale sanitario e dello stesso autista.
Secondo quanto spiegato dal presidente Matilli, nei loro confronti sarebbero prima partite le minacce, che si sarebbero poi tradotte in un’aggressione fisica a due operatori. Dopo l’escalation di violenza, che ha visto danneggiata anche l’ambulanza, i volontari avrebbero quindi fermato il mezzo e sarebbero scesi per tutelare la propria incolumità. Da qui la chiamata alle forze dell’ordine, poi intervenute in aiuto dei volontari della Croce Bianca.
“La Croce Bianca – ha spiegato Gianluca Matilli – ritiene doveroso stigmatizzare con assoluta fermezza quanto accaduto. Gli operatori del soccorso, siano essi dipendenti pubblici o personale delle associazioni convenzionate, svolgono quotidianamente un servizio essenziale per la collettività, intervenendo in condizioni spesso imprevedibili e di particolare esposizione al rischio. Ambulanze, equipaggi e operatori – ha concluso – devono essere considerati luoghi e persone di cura e soccorso, non bersaglio di aggressioni, minacce o violenze”.



















