Il futuro di Vus di fronte all’orizzonte del nuovo piano regionale sui rifiuti continua ad infiammare la polemica in consiglio comunale. Lo ha fatto anche martedì 13 ottobre attraverso l’interrogazione del Partito democratico presentata dalla consigliera Maura Franquillo, a cui l’assessore all’Ambiente, Marco Cesaro, ha risposto spiegando che “la piena competenza è in capo alla Regione” e che il rischio del passaggio ad un gestore unico paventato da palazzo Donini è quello di “vedere messa in discussione l’unica società In House che opera sul territorio”.
Come detto, nel corso della discussione sull’interrogazione presentata dai “dem”, l’assessore Cesaro ha ribadito con fermezza la posizione dell’amministrazione comunale, definendo la Vus un pilastro fondamentale e una pubblica eccellenza che vanta impianti all’avanguardia, una solida patrimonializzazione e utili storici rilevanti. “Intendiamo assolutamente tutelare il patrimonio – ha detto –, investimenti, competenze, ruolo del futuro sistema di gestione integrata dei rifiuti”.
“Abbiamo la necessità di salvaguardare una società solida e dotata di un grande capitale umano — ha sottolineato l’assessore —. Il nostro modello di prossimità, capace di adattare la raccolta differenziata alle specificità del centro storico, delle frazioni e della montagna, rischia di essere spazzato via da logiche calate dall’alto che non spiegano come intendano gestire il ciclo integrato”.
Con questo scopo Cesaro ha annunciato di voler chiedere alla Regione e all’Auri quali siano “gli scostamenti tra il cronogramma del piano regionale dei rifiuti del 2023 e quello prospettato dalla revisione del 2026, rendendo noti sia lo stato delle attività che ritardi già maturati o i rischi di ritardo che si stanno accumulando”.
“In aggiunta – ha incalzato – quali possano essere le fasi critiche e le misure per garantire la continuità del servizio, oltre la scadenza ordinaria dell’affidamento a Vus. E, infine, una valutazione tecnico-economica comparativa dei due modelli di pianificazione con particolare riguardo alla gestione del residuo in assenza del termovalorizzatore previsto per il 2028, quelle che sono le capacità impiantistiche, i costi di trattamento e trasporto e gli effetti che questo possa avere sui territori, ma anche una valutazione specifica degli effetti degli piani su Vus, comprensiva del ruolo prospettico che deve avere questa società”.
L’assessore ha evidenziato anche come le recenti revisioni del piano regionale, pur introducendo parziali aperture alla suddivisione in lotti, lascino ancora troppi nodi irrisolti in vista delle scadenze degli affidamenti (fissate al 2027 per i rifiuti e al 2031 per il servizio idrico, ndr). Per questo motivo, Cesaro ha ribadito la necessità “di un confronto stringente con la Regione e con l’Auri, chiedendo l’attivazione immediata di una cabina di regia per esaminare tutte le alternative organizzative consentite dalla legge a tutela del controllo pubblico”.
In replica a Cesaro, la consigliera Maura Franquillo è intervenuta per rimarcare la necessità di un’azione istituzionale ancora più incisiva a tutela della multiutility che si occupa di igiene urbana e dei suoi dipendenti. Pur prendendo atto delle informazioni fornite dalla giunta, infatti, la consigliera del Pd ha richiesto la convocazione urgente della commissione controllo o garanzia, sollecitando l’intervento del presidente Mario Bravi, al fine di convocare i vertici di Vus, dell’Auri, oltre a tutti i soggetti competenti in materia.


















