Oltre alle proteste di piazza contro il caro vita e l’aumento dei prezzi del carburante che negli ultimi giorni hanno infiammato Milano, c’è un’altra protesta, quella dei trasportatori e degli agricoltori. Molto meno attenzionata dai mass media, nel Mezzogiorno sta producendo effetti di ampissima portata e a farne le spese direttamente ci sono anche degli umbri. A testimoniarlo a Rgunotizie sono state Giulia e Alessandra, rispettivamente due studentesse di Trevi e Foligno, che studiano medicina nelle università di Catanzaro e Messina, dove da giorni a causa degli scioperi si registrano disagi che riguardano la disponibilità di prodotti alimentari nei supermercati, di benzina ai distributori e la possibilità di spostarsi con i mezzi pubblici, ma anche lo stesso accesso alle lezioni in ateneo.
“Da giorni è impossibile trovare carne, verdura e frutta nei supermercati – spiega Giulia, che vive a Catanzaro Lido – e da giovedì scorso (15 ottobre) seguiamo le lezioni con la didattica a distanza. Le modalità di svolgimento ci vengono comunicate giorno per giorno e questo rende difficile organizzarsi. Il trasporto pubblico è bloccato, così come le strade, per cui è difficile spostarsi”.
Una condizione che da fuori sede risulta “spiazzante”, ma l’auspicio per Giulia è quello che oggi (20 ottobre) lo sciopero si concluda definitivamente, ma su questo fronte la studentessa trevana non si dice fiduciosa: “Credo che questa situazione durerà parecchio, la data ufficiale di fine era per oggi, ma i rappresentanti degli studenti si stanno già muovendo per organizzarsi, perché si pensa che tutto questo andrà ancora avanti”.
“Per fortuna sono abituata ad accumulare scorte in anticipo – le fa eco Alessandra, dall’altro capo dello Stretto –, ma i grandi supermercati sono stati presi d’assalto e non rimane più nulla. Per chi fa la spesa una volta a settimana si è creato un grande problema. A questo si aggiunge che l’autostrada, in corrispondenza dello svincolo di Tremestieri, è bloccata e da oggi è iniziato lo sciopero degli autobus in città per il carovita”.
“Nonostante tutto – prosegue – sono abbastanza tranquilla perché capisco le motivazioni della protesta e penso che a un certo punto qualcosa cambierà e quindi tutto riprenderà a scorrere normalmente. Spero entro la prossima settimana”.

Una situazione critica, che ci si augura possa essere risolta grazie all’intervento del governo, ma che, come testimoniato, rischia di mettere in ginocchio le regioni del Sud Italia e di estendersi anche ad altre regioni.


















