Imparare a gestire il denaro, riconoscere i rischi dell’indebitamento e difendersi dalle insidie del web. Questi i temi al centro della mattinata dedicata all’educazione finanziaria e alla cultura della legalità cui hanno preso parte oltre cento studenti del liceo scientifico “Marconi” di Foligno, promosso dalla Fondazione umbra per la prevenzione dell’usura e dalla Bcc di Spello e del Velino.
Tra le tematiche affrontate durante l’incontro il principio della mutualità a supporto delle persone in difficoltà e l’offerta di un’alternativa al credito usuraio, ma anche l’importanza di una gestione consapevole del denaro.
Ad aprire l’incontro la vicepresidente della Bcc, Gloria Fratini e il direttore generale Gabriele Cecconi che hanno ricordato le origini e i valori dell’istituto di credito cooperativo. “Condividiamo con la Fondazione – ha sottolineato Cecconi – le radici del nostro essere”. Un richiamo alla storia ultracentenaria della banca, nata secondo il principio della mutualità.
Un impegno che la accomuna alla Fondazione guidata da Fausto Cardella che ha spiegato come la finalità dell’istituto non sia soltanto quello “di intervenire nelle situazioni di difficoltà, ma anche diffondere la cultura della legalità”, sottolineando l’importanza di una gestione consapevole del denaro. Un’esigenza che appare ancora più attuale con la diffusione della moneta elettronica e dei pagamenti digitali, che rendono più facile spendere e ricorrere al credito, con il rischio di accumulare debiti senza valutarne pienamente le conseguenze.
Il fenomeno dell’usura è stato approfondito anche da un punto di vista giuridico dall’avvocato Beatrice Chioccioni, che ne ha illustrato gli aspetti illegali. Maurizio Crespigni, volontario della Fonazione, ha invece coinvolto i ragazzi in una riflessione pratica sulle entrate e le uscite di un bilancio familiare, per comprender l’importanza di pianificare le spese e mantenere un equilibrio nella gestione delle risorse.
Un altro volontario della Fondazione, Teodoro Segneri, ha poi illustrato le insidie dei social network, dei clic online e delle piattaforme che, attraverso inganni e meccanismi poco trasparenti, possono sottrarre denaro e avvicinare gli utenti al gioco d’azzardo.


















