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Una nuova edizione di Mielinumbria alle porte: tra le novità l’apertura al biologico 

Sabato 14 e domenica 15 novembre Foligno torna a celebrare le api a palazzo Trinci. In cartellone una due giorni tra mostre mercato, momenti di approfondimento, laboratori didattici per bambini e visite guidate alla scoperta della città

Pubblicato il 4 Novembre 2026 15:49 - Modificato il 4 Novembre 2026 15:57

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È l’apertura al biologico la novità che caratterizzerà la 28esima edizione di Mielinumbria, che si terrà a Foligno – Comune “Amico delle api” – sabato 14 e domenica 15 novembre. Per la manifestazione, a cui farà da sfondo palazzo Trinci, si tratta di una svolta strategica: quella in programma per il prossimo fine settimana, infatti, sarà la prima edizione dedicata al miele biologico grazie al progetto promosso da Confcooperative Umbria e sostenuto attraverso l’intervento SRG10 – Promozione dei prodotti di qualità, del Complemento di Sviluppo rurale (CSR) Umbria 2023-2027, finanziato dal FEASR. Un percorso inedito, spiegano dall’organizzazione, e fortemente voluto per valorizzare le produzioni bio regionali, la qualità della filiera agroalimentare e la tutela della biodiversità, rispondendo con concretezza alle sfide ambientali ed economiche del comparto apistico.

I dettagli dell’edizione 2026 sono stati illustrati nella conferenza stampa ospitata nella mattinata di mercoledì 4 novembre a palazzo Donini da istituzioni e addetti ai lavori: tante le iniziative che si terranno nella due giorni del 14 e 15 novembre tra la consueta mostra mercato e i laboratori didattici gratuiti per bambini, momenti di approfondimento e visite guidate alla città.

“Un appuntamento identitario per la nostra città” ha commentato l’assessore folignate al Turismo, Michela Giuliani, che ha sottolineato come si tratti di “un’iniziativa che valorizza le eccellenze del territorio, il lavoro degli apicoltori e la tutela della biodiversità, con uno sguardo rivolto alla sostenibilità e quest’anno con un focus speciale dedicato alle nuove opportunità offerte dal biologico”. Per l’assessore Giuliani, però, Mielinumbria rappresenta anche “un’importante occasione di promozione turistica, capace di raccontare le nostre tradizioni e far conoscere Foligno ai visitatori attraverso un programma che unisce qualità, cultura ed esperienze per tutte le età”.

“Il valore di Mielinumbria – gli ha fatto eco Luca Ciampelli, presidente dell’Associazione produttori apistici umbri, Luca Ciampelli – risiede nella sua capacità di rinnovarsi senza mai perdere il contatto con la realtà del lavoro nei campi. Oggi – ha aggiunto – gli apicoltori vivono momenti di grande complessità ed è proprio in contesti come questo che dobbiamo raccogliere le istanze del settore. Mielinumbria vuole essere un laboratorio di idee e un punto di raccordo tra produttori e istituzioni, con l’ambizione non solo di analizzare le problematiche, ma di contribuire in modo decisivo ad affrontarle, se non a risolverle”. 

Guardando al futuro, l’intento è quello di tendere la mano agli apicoltori. “L’Umbria conta una rete preziosa di tanti piccoli produttori – ha commentato a questo proposito Geniamo Romildo, presidente di Naturalmiele Terni -, è una terra parcellizzata, ciò significa che fatica di più a produrre miele biologico, perché non esistono aziende con colture estensive, tutto avviene in aree circoscritte. Ma l’obiettivo di Mielinumbria è provare a compiere un salto di qualità incentivando la nascita di nuove aziende orientate al biologico”. “Al tempo stesso – ha proseguito -, vogliamo affiancare gli apicoltori tradizionali di qualità, già presenti sul territorio, in un percorso di conversione al bio”.

“Con Mielinumbria proseguiamo il percorso di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari certificate della nostra regione promosso da Confcooperative Umbria – ha dichiarato il segretario regionale Lorenzo Mariani -. Il miele biologico rappresenta un’espressione autentica della qualità delle nostre produzioni, ma anche un patrimonio di biodiversità, sostenibilità e legame con il territorio. Con questa iniziativa vogliamo dare maggiore visibilità al lavoro degli apicoltori e delle cooperative, rafforzando la conoscenza e il riconoscimento delle produzioni certificate DOP, IGP, biologiche e SQNPI. Perché promuovere la qualità – ha concluso – significa non soltanto valorizzare un prodotto, ma sostenere le imprese, tutelare l’ambiente e creare nuove opportunità di sviluppo per le nostre comunità”.

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