Il liceo classico e scienze umane “Frezzi-Beata Angela” tra le prime 20 scuole d’Italia per l’impegno e la qualità dei progetti di internazionalizzazione. Il riconoscimento è arrivato all’inizio dell’anno scolastico dalla Fondazione Intercultura, che ha stilato una graduatoria degli istituti maggiormente attenti all’apertura verso il mondo.
Per la scuola folignate si tratta di “un risultato di grande prestigio”, che mette in risalto quanto fatto nel tempo tra progetti Erasmus, esperienze di mobilità internazionale, occasioni di scambio e confronto con altre realtà europee e iniziative volte a sviluppare nei ragazzi competenze linguistiche, interculturali e un’autentica cittadinanza europea. “L’internazionalizzazione – proseguono ancora dall’istituto di viale Marconi – non è un’attività accessoria, ma una precisa scelta educativa: aprire la scuola al mondo, offrire agli studenti opportunità concrete di crescita e prepararli a vivere da protagonisti in una società sempre più interconnessa, multiculturale e dinamica”.
Soddisfazione per il traguardo raggiunto è stata espressa anche dalla dirigente Marinangeli, che si è detta orgogliosa. “È un riconoscimento importante – ha commentato -, che premia il lavoro, la passione e la visione educativa che guidano il nostro istituto. Crediamo profondamente che la scuola debba saper andare oltre i propri confini, offrendo ai ragazzi occasioni per conoscere altre culture, confrontarsi con realtà diverse, superare stereotipi e sviluppare uno sguardo aperto sul mondo”. Per la dirigente scolastica l’inserimento tra le prime 20 scuole italiane per internazionalizzazione è il frutto dell’impegno di “una comunità scolastica che ha scelto di investire nell’Europa e nella dimensione internazionale come strumenti di crescita e formazione”.
Il riconoscimento di Fondazione Intercultura rappresenta per il “Frezzi-Beata Angela” non un punto di arrivo, ma “un ulteriore stimolo a rafforzare una vocazione internazionale che caratterizza l’identità della scuola e ne arricchisce l’offerta formativa”. “Perché – concludono dalla scuola – imparare a conoscere il mondo significa anche imparare a costruire il proprio futuro. E la nostra scuola vuole offrire ai suoi studenti tutte le opportunità per farlo, senza confini”.


















