Si comincia da Francesco, per arrivare a Faber. A Foligno la Stagione teatrale 2026/2027 del Teatro Stabile dell’Umbria si apre mercoledì 18 novembre, alle 21, all’auditorium “San Domenico”, con “Lu Santo Jullàre Françesco” di Dario Fo e Franca Rame, interpretato da Matthias Martelli. Il racconto, toccante e ironico, procede tra dolcezza, leggerezza e coraggio, senza rinunciare ad una satira decisa, sulla scia dell’opera del Premio Nobel. La produzione è del Teatro Stabile dell’Umbria e del Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale.
Per il direttore del TSU Nino Marino, la scelta del titolo d’apertura ha un valore particolare: “Nell’anno degli ottocento anni dalla morte di San Francesco assume naturalmente un significato speciale”. Il cartellone è stato costruito insieme all’amministrazione comunale e alterna drammaturgia contemporanea, teatro civile, comicità, danza e musica. “Per una città importante come Foligno abbiamo costruito una stagione ampia e articolata – spiega Marino –, che vuole parlare a pubblici differenti, mantenendo sempre alta l’attenzione alla qualità delle proposte e al rapporto con una città dalla forte identità culturale”.
Il secondo appuntamento è per mercoledì 9 dicembre, alle 21, al politeama “Clarici”, con Arianna Porcelli Safonov e “Natale Acido”, spettacolo tratto dall’omonimo podcast prodotto da Storie Libere. È un racconto natalizio fuori dagli schemi, che mette in discussione con ironia i luoghi comuni delle feste e celebra, tra affetto e sarcasmo, le imperfezioni che rendono il Natale così umano.
Il nuovo anno si aprirà sabato 16 gennaio, ancora al “Clarici”, con “Closer” di Patrick Marber, interpretato da Paolo Kessisoglu, Roberta Caronia, Alessandro Averone e Yeva Sai. Il testo è arrivato a teatro dopo la trasposizione cinematografica del 2004 diretta da Mike Nichols. Con dialoghi serrati e taglienti, esplora la linea sottile che separa l’amore dall’ossessione e mostra come la vicinanza estrema, “closer” appunto, finisca spesso per allontanarci dalla persona amata.
Giovedì 21 gennaio, alle 21, all’auditorium “San Domenico”, sarà il turno del teatro civile con “Sette a Tebe. Questo terribile amore per la guerra”. Lo spettacolo, tratto da “I sette contro Tebe” di Eschilo e diretto da Gabriele Vacis, ha vinto il Premio Nazionale Franco Enriquez 2026. I giovani attori e autori di PoEM porteranno in scena desideri, punti di forza e fragilità della generazione dei ventenni, riflettendo nei pensieri, nei gesti e sui corpi l’esperienza della guerra vissuta dai loro coetanei.
Sull’impianto della stagione è intervenuta anche l’assessore alla Cultura del Comune di Foligno, Alessandra Leoni: “Il teatro è cultura, ma è anche comunità: è il luogo in cui ci si incontra, si condividono emozioni e si guarda alla realtà da prospettive nuove. Anche quest’anno abbiamo costruito un programma di qualità, alternando grandi interpreti, testi di valore e proposte capaci di suscitare curiosità e riflessione”.
La comicità napoletana sarà protagonista di due serate al politeama “Clarici”. Mercoledì 10 febbraio sarà in scena “Benvenuti in casa Esposito”, commedia in due atti scritta da Alessandro Siani, Pino Imperatore e Paolo Caiazzo e tratta dal romanzo bestseller di Imperatore (Giunti Editore). Con la regia di Siani, il cast è composto da Giovanni Esposito e Nunzia Schiano, insieme a Susy Del Giudice, Salvatore Misticone, Gennaro Silvestro, Carmen Pommella, Giampiero Schiano e Aurora Benitozzi. Tra dialoghi irresistibili e colpi di scena, l’opera ritrae gli aspetti più ridicoli della criminalità e rispolvera la grande tradizione comica partenopea.
Martedì 2 marzo, sempre alle 21, è invece sarà la volta di Massimiliano Gallo, volto noto di cinema, teatro e televisione, con “Malinconico. Moderatamente felice”, scritto insieme a Diego De Silva. Con lui in scena Biagio Musella, Eleonora Russo, Diego D’Elia, Greta Esposito e Manuel Mazia. È un’opera in cui letteratura e teatro si incontrano, con un protagonista dalla vita sgangherata e irrisolta che fa ridere soprattutto quando lo scopriamo simile a noi.
Mercoledì 21 aprile, al politeama “Clarici”, la stagione lascerà spazio alla danza con la MM Contemporary Dance Company e la serata “Faun / La morte del cigno / Atto bianco”. Le tre nuove coreografie, due di Sidi Larbi Cherkaoui, artista belga-marocchino di fama internazionale e direttore del corpo di ballo del Grand Théâtre de Genève, e una del danzatore e coreografo Enrico Morelli, si muovono tra la rivisitazione di grandi titoli del repertorio e la valorizzazione del contemporaneo.
A chiudere il cartellone, mercoledì 28 aprile, alle 21, al “San Domenico”, Stefano Fresi con “Dell’amore, della guerra e degli ultimi”, insieme a Cristiana Polegri (voce e sax) ed Egidio Marchitelli (chitarra). Uno spettacolo musicale con canzoni, pensieri tratti dai diari di Faber e monologhi originali dedicati ai tre grandi temi cari al cantautore. “Un pianoforte, un sassofono, una chitarra e due voci – spiega Fresi –. Storie d’amore e di guerra. Storie degli ultimi. Pensieri, riflessioni e canzoni immortali per celebrare Faber e raccontarne l’attualità”.
Per l’assessore Leoni, la stagione è anche un investimento sulla città: “Investire nel teatro e nella cultura significa investire nella vitalità della nostra comunità e nella capacità di Foligno di essere sempre più un luogo aperto al confronto, alle emozioni e alla bellezza. Per questo siamo particolarmente orgogliosi dell’offerta culturale che siamo riusciti a costruire”.


















