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Trenitalia-Regione, firmato il nuovo contratto di servizio

Pubblicato il 13 Gennaio 2016 16:30 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:50

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Firmato oggi a Perugia il nuovo Contratto di Servizio tra la Regione Umbria e Trenitalia. Il documento, siglato per la Regione Umbria dall’Assessore ai Trasporti Giuseppe Chianella e, per Trenitalia, dal direttore della Divisione Passeggeri Regionale, Orazio Iacono, sarà valido fino al dicembre del 2020. Il contratto ha un valore economico complessivo di 341 milioni di euro, comprensivo di corrispettivi e ricavi da mercato. Il contratto definisce la caratteristiche principali dell’offerta ferroviaria regionale e punta ad incrementare ancora di più la qualità dei servizi destinati ai pendolari, nell’ottica di una sempre maggiore integrazione dei servizi tra ferro e gomma. L’intesa, attraverso un rinnovato sistema di penali e premialità, introduce inoltre un ulteriore incremento degli standard di puntualità dei collegamenti, già ad oggi molto positivi (94 treni su 100 puntuali, in Umbria, nell’anno appena trascorso). La Regione Umbria, competente in materia di programmazione e finanziamento del servizio, corrisponderà a Trenitalia corrispettivi per 37 milioni di euro all’anno a fronte di una produzione annuale di 3,7 milioni di treni-km (90 treni al giorno). Il contratto prevede anche un investimento economico finalizzato all’adeguamento del materiale rotabile – locomotori E464 e vetture semipilota – agli standard tecnologici necessari per circolare sulle linee veloci. Il documento, infine, impegna le parti ad attivare un gruppo di lavoro teso alla definizione di un progetto di integrazione tariffaria su base regionale, rivolto alle Aziende ed alle Istituzioni individuate dalla Regione Umbria. Le linee del trasporto regionale sono percorse giornalmente da circa 25.600 passeggeri. Grazie alla loro scelta responsabile di rinunciare all’automobile, nel 2015 sono stati risparmiati all’atmosfera più di 44 mila tonnellate di CO2, che avrebbero alimentato l’effetto serra e 218 tonnellate di ossidi di azoto, 18 tonnellate di idrocarburi non metanici e circa 830 kg di particolato (PM2.5 e PM10) che avrebbero peggiorato la qualità dell’aria della regione se la stessa quantità di viaggiatori avesse preferito l’automobile. A questi dati si può aggiungere quello sul risparmio energetico, misurato annualmente in 13 milioni litri di petrolio equivalenti.

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