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Sagre e feste, a Spoleto più della metà dei piatti dovranno essere a chilometri zero

Pubblicato il 19 Febbraio 2016 09:50 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:23

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Più della metà dei piatti serviti nell’ambito delle sagre e delle feste che si svolgeranno sul territorio spoletino dovrà contenere quel prodotto tipico locale che distingue ogni singolo evento. E’ questa una delle norme che sono state inserite nel nuovo regolamento delle sagre e delle feste popolari (secondo anche i dettami della nuova legge regionale in merito) che a Spoleto, come sempre, animeranno la città quanto le sue frazioni nel corso del periodo dell’anno più caldo. Nuove disposizioni di cui si è parlato l’altra mattina nel corso della Commissione normativa presieduta da Maria Cecilia Massarini svoltasi a palazzo comunale, e che sono state condivise dai commissari presenti quasi all’unanimità (unico ad astenersi è stato Alieri Dominici del Gruppo misto). Premesso che le sagre e le feste, rispetto a qualche anno fa, si sono letteralmente dimezzate, da 30 sono diventate infatti 14 per effetto di normative sempre più restrittive che si sono succedute nel corso del tempo, il nuovo regolamento vuole che prima di tutto si dia massima risonanza culinaria ai prodotti a “km 0”, a seconda delle tipicità del singolo caso ovviamente. Il 60 per cento dei piatti, così come detta la normativa, dovrà contenere quale ingrediente “principe” proprio quello su cui si basa ogni singolo evento. Un regolamento che, però, rispetto a quello presentato dagli uffici tecnici preposti qualche giorno fa, in occasione della prima riunione della Commissione della presidente Massarini, ha subito qualche variazione, principalmente per effetto di alcuni spunti messi sul tavolo dagli stessi componenti della commissione consiliare. Eccole, allora, alcune delle regole a cui dovranno attenersi gli organizzatori delle sagre e feste di Spoleto. Privilegiare i prodotti da filiera corta, a “km 0” e di qualità, dunque, è una delle priorità per ogni singolo evento, ma cambiano anche le modalità di calendarizzazione degli eventi. L’istanza di iscrizione, ad esempio, deve essere inoltrata non prima di 180 giorni dalla data d’inizio (invece dei 120 di prima). In caso di sovrapposizione, va data priorità a chi ha presentato prima la domanda di iscrizione, mentre per l’altra c’è l’obbligo, entro cinque giorni dalla comunicazione, di decidere altra data. E a proposito di valorizzazione di produzioni locali, è stata fatta anche una ricerca storica all’Archivio di Stato sui prodotti del territorio, come il tartufo, lo zafferano e le erbe di campagna. Per i primi due prodotti, tra l’altro, la commissione ha chiesto agli uffici di inserire anche la dicitura “di Spoleto”.

 

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