Foligno, biopsie prostatiche al San Giovanni Battista grazie alla Fondazione Carifol

Grazie al nuovo dispositivo sarà possibile diagnosticare e intervenire in maniera più precisa sulle problematiche legate alla prostata

Da sinistra Cristiano Antonietti, Sandro Fratini e Gaudenzio Bartolini

Un dispositivo per l'esecuzione di biopsie prostatiche, è questa l'ultima novità di cui entro un paio di mesi si doterà l'ospedale San Giovanni Battista di Foligno. Una vera e propria innovazione dal punto di vista diagnostico ed interventistico di cui il territorio potrà godere grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno che ha provveduto alla donazione del macchinario. Un gesto che va ad aggiungersi ai tanti altri: nel 2005 la PET-TC e la Tac 16S, nel 2008 la gammacamera, nel 2013 l'angiografo e la risonanza magnetica HIFU, lo scorso anno il mammografo digitale. “Ringraziamo la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno che con questo gesto ci consente il completamento di un percorso che riguarda la risonanza magnetica – afferma il direttore generale dell'UslUmbria2 Sandro Fratini – grazie a questo apparecchio potremo effettuare biopsie mirate su lesioni prostatiche in modo da essere sicuri della patologie e poter iniziare precocemente il trattamento”. Il dispositivo, che sembrerebbe essere presente soltanto in un altra sede in Italia, consentirà di trattare in maniera più precisa quella che è una problematica in continua crescita in Europa e sempre più frequente tra gli individui di sesso maschile che superano i 65 anni di età (circa un uomo su 6 ad oggi rischia il tumore alla prostata). Ad intervenire alla conferenza di presentazione dell'apparecchio, che arriverà al San Giovanni Battista soltanto in agosto, il neo presidente della Fondazione Carifol Gaudenzio Bartolini che ha sottolineato l'intenzione dell'ente di collaborare con l'azienda sanitaria locale nel segno della continuità: “ La Fondazione rimane a servizio della collettività – asserisce Bartolini – intervenire nel campo della sanità vuol dire farlo anche nel campo del sociale, è quando un individuo sta male che è più debole e ha bisogno di essere aiutato”. A dimostrare il clima di collaborazione e continuità tra l'Usl e la Fondazione è lo stesso Fratini: “Stiamo discutendo di tanti altri progetti che toccheranno anche l'area riabilitativa”.  

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di Giusy Ribaudo

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