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Foligno si schiera contro le mafie: “La memoria è la loro vergogna”

Pubblicato il 21 Marzo 2017 15:22 - Modificato il 5 Settembre 2023 17:49

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Ogni 21 marzo l’associazione Libera celebra il primo giorno di primavera ricordando le vittime delle mafie. Una cerimonia che adesso è legge. É di pochi giorni fa infatti, erano gli inizi di marzo, l’approvazione da parte della Camera del decreto che ha istituito la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo di questi innocenti. Anche a Foligno, come in altre centinaia di piazze italiane, si è svolta una manifestazione di riflessione. Proprio nella piazza intitolata a Falcone e Borsellino sono state coinvolte le scuole – due classi di ogni istituto superiore – che, dopo il ritrovo presso Largo 3 Ottobre, hanno raggiunto lo spazio di quello che è comunemente conosciuto come Plateatico. Toccante la lettura, da parte di alcuni ragazzi, di cento dei quasi mille nomi delle vittime delle mafie. Prima di questo momento a prendere la parola è stato il primo cittadino di Foligno, Nando Mismetti, che ha chiesto solidarietà da parte della città per don Luigi Ciotti e per quanto avvenuto in questi giorni a Locri. “Lui rappresenta la testimonianza di un impegno generoso contro le mafie”. Insieme a lui erano presenti anche, tra gli altri, l’assessore alla scuola e alla formazione, Rita Barbetti, l’assessore alla memoria, Maura Franquillo, don Luigi Filippucci (Progetto Cittadini del Mondo), il presidente del presidio di Foligno dell’Associazione Libera dalle mafie, Filippo Gentili. E proprio il discorso di Gentili ha toccato le corde più profonde dei presenti: “La memoria è la vergogna delle mafie – ha esordito – a Foligno non si spara, la mafia è qualcosa di nascosto ed è per questo che è difficile imbastire un discorso con gli studenti”. “E’ dove manca la cultura – continua – è dove c’è il deficit che la mafia può vincere. Il 21 marzo deve essere quotidiano. Non siate omertosi ragazzi, scegliete sempre il bianco o il nero e mai il grigio”. I presenti hanno potuto ascoltare anche la testimonianza di un ragazzo che ha vissuto da vicino l’esperienza della mafia nella sua San Cataldo, paese in provincia di Caltanissetta. Il giovane ha raccontato fiero del coraggio di suo nonno, proprietario di un negozio, che si è opposto al pagamento del pizzo, perdendo così tra le fiamme la sua attività. “Il coraggio viene solo dalla paura” così si è espresso uno studente dello scientifico, ringraziando chi ogni giorno combatte contro questo sistema. Non rimane quindi che avere paura, si, senza vergognarsene. Perchè solo accentando la paura si può trovare il coraggio per vincerla. 

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