Le risposte che la Vus omette

Controreplica di Roberto Segatori alle dichiarazioni del presidente Maurizio Salari. Cinque i quesiti posti dal professore in riferimento agli investimenti strutturali

Mezzo della Vus in servizio

Dispiace costatare che il Presidente abbia dato una risposta formale (leggi qui) e nessuna risposta sostanziale alla domanda sul senso di un utile di bilancio della Vus di 2,4 milioni di euro (leggi qui). Nella risposta formale il Presidente, dandomi dell’ignorante, ha ricordato che le tariffe non sono stabilite dalla Vus ma dall’Autorità nazionale per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. In proposito vorrei rassicuralo: non sono così ignorante da non sapere che le ultime tariffe sono state determinate dall’AEEGS con Delibera n. 359/2016/R/idr del 28/06/2016. Quello che il Presidente omette di dire è che, come ha segnalato in questi giorni la stampa nazionale (vedi Repubblica del 27 luglio), la stessa Autorità definisce le tariffe sulla base di tre criteri: a) uniformare le tariffe a livello nazionale, prevedendo standard tariffari che, per dare sollievo alle società di gestione in difficoltà (specie nel Sud Italia), finiscono col premiare oltre il dovuto le altre società; b) decidere il loro importo con riguardo alle necessità contabili espresse dalle stesse società di gestione (cosa che a scala regionale, per ammissione dello stesso Presidente, avviene già per il servizio di igiene urbana tra Auri e Vus); c) vincolare in qualche modo le società di gestione a destinare eventuali surplus al miglioramento della qualità dei sistemi idrici e quindi ad investimenti strutturali.

Specie alla luce di quest’ultimo criterio, il fatto che la Vus abbia deciso di destinare il 40% dell’utile ai Comuni-Soci si configura in via sostanziale proprio come una tassa occulta a carico dei cittadini utenti. E mi pare che su ciò il Presidente non smentisca un bel niente, salvo abbozzare un benevolo auspicio diretto alle amministrazioni comunali. Resta poi la questione annosa degli investimenti strutturali da fare nel sistema idrico territoriale. Il Presidente parla di cifre già impegnate e da impegnare senza entrare nel dettaglio. Per evitare una stucchevole polemica personale tra un avvocato e un professore universitario (anche se, guarda caso, costui insegna Governance e politiche pubbliche), sono d’accordo col Presidente a chiedere che sia la Vus, magari con i suoi tecnici, a fornire informazioni più dettagliate agli utenti sugli investimenti in corso. In particolare si chiede la risposta alle seguenti domande:

– come si è riusciti o come si pensa di riuscire a colmare per il comune di Foligno il deficit di 180 l/sec indicato come obiettivo per il 2015 nel Piano d’Ambito del 2003 e riconfermato in modo analogo come deficit di 150-200 l/sec in un rapporto della stessa Vus del 13 settembre 2012?

- Sono state potenziate le captazioni montane e resa disponibile la captazione di Bagnara prevista nel Piano d’Ambito (ma sparita nel PRGA regionale del 2007) o cercate altre captazioni montane, visti i limiti di portata delle fonti di Acquabianca, Rasiglia Alzabove e Capodacqua?

- È stato costruito il nuovo serbatoio di compenso a San Sebastiano e raddoppiato quello dei Cappuccini, con interconnessione delle adduttrici, in considerazione della loro assoluta necessità?

- Si è continuato ad utilizzare i pozzi di pianura, come suggerito dallo spesso PRGA del 2007, ma spesso entrati nelle cronache per problemi di inquinamento?

- Si è posto rimedio ai tratti di condotte in cemento amianto, causa di perdite stimate in circa il 40% dell’acqua trasportata?

A fronte delle risposte a queste domande, i cittadini potranno valutare direttamente la qualità del servizio attraverso verifiche oggettive. Il test sarebbe molto semplice: sapendo che, per le caratteristiche del nostro territorio, il buon funzionamento del sistema idrico dipende soprattutto dal numero e dall’efficienza degli impianti (nuove fonti attivate, serbatoi di compenso, acquedotti che non perdono, ecc.), se quest’anno o negli anni prossimi dovessero verificarsi carenza o razionamenti d’acqua, lo sbandierato utile di bilancio di 2,4 milioni di euro non sarebbe un indicatore di successo ma solo un segno di miopia.

Roberto Segatori

di Roberto Segatori

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