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Foligno, nubi sulle ex Ogr: “Investimenti o si chiude”

Pubblicato il 15 Dicembre 2020 13:40 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:01

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Investimenti subito o chiusura entro cinque anni. Sono le nubi che attorniano le ex Ogr di Foligno. Realtà che, oggi più che mai, vive un periodo di grande incertezza. A ribadirlo è la Filt Cgil, che riaccende i riflettori sul comparto ferroviario regionale e, in particolare, su Foligno. Ancora non è stato dato seguito al progetto d’investimento per lo stabilimento cittadino, che proponeva un pacchetto da 20 milioni di euro capace di proiettare verso il futuro le Omcl. Un “revamping” che permetterebbe di ospitare nella struttura i nuovi treni monoblocco, attraverso tre binari. Ma la proposta del Gruppo Rfi è ancora nel cassetto e se non verrà dato seguito agli annunci di inizio 2020, le Officine manutenzioni cicliche rischiano di diventare obsolete. Già, perché nel giro di cinque anni gli attuali locomotori scompariranno del tutto, con i treni monoblocco che correranno lungo i binari della rete regionale e nazionale. Ecco allora che l’ammodernamento della struttura permetterebbe allo stabilimento folignate di sopravvivere e rilanciarsi. In caso contrario, si andrebbe incontro ad una chiusura certa. “Attualmente il sito di Foligno conta 380 addetti ed una cinquantina di lavoratori legati ai vari appalti – spiega Ciro Zeno, coordinatore regionale delle attività ferroviarie e appalti della Cgil -. Vogliamo aumentare il confronto con le istituzioni locali, regionali e statali affinché si torni a discutere sullo stabilimento di Foligno. Le ex Ogr rappresentano un importante polmone economico non solo per la città, ma anche per tutto il Paese”. Negli scorsi giorni ad interessarsi del caso è stato anche Nicola Fratoianni. Il parlamentare di Liberi e Uguali ha presentato in parlamento un’interrogazione ai ministeri dei Trasporti, dell’Economia e dello Sviluppo economico, nella quale si chiedono delucidazioni rispetto al progetto di rilancio di Trenitalia per le Omcl. “Questo stallo non è dovuto al Covid – sottolinea Ivano Bruschi della Filt Cgil -. Il problema è la spaventosa assenza della politica a tutti i livelli. E’ oramai diverso tempo che permane questa situazione di incertezza, serve un’incisività diversa. In altre realtà i progetti esecutivi stanno andando avanti, ma a Foligno è tutto bloccato. Il rischio reale è quello di una chiusura dello stabilimento, perché le lavorazioni sono legate a materiali che andranno in dismissione. Serve un’invenzione di tendenza, che permetterebbe anche di rilanciare i posti di lavoro e fermerebbe il declino degli ultimi anni”.

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