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Spoleto: Gdf scopre medico infedele

Pubblicato il 21 Luglio 2014 11:24 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:59

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Non è stata di certo una dimenticanza quella del dirigente medico che per anni ha percepito l’indennità di esclusività a carico dell’AUSL2, omettendo di svolgere contemporaneamente la libera professione. Il 63enne, operante a Spoleto, socio fondatore e membro del comitato direttivo di una Onlus locale, incassava cospicui compensi dichiarando di svolgere la professione specialistica in maniera esclusiva, avendo così diritto ad una maggiore remunerazione , circa 23000 euro annui. I medici che optano per un contratto di lavoro esclusivo con la propria
Ausl rinunciano infatti all’esercizio della libera professione. La guardia di finanza di Spoleto ha scoperto però che l’indennità di esclusività percepita dal dirigente medico non era conforme alla realtà degli eventi. Il medico infatti, rendeva le sue prestazioni medico- specialistiche anche al di fuori dell’orario di lavoro, a totale insaputa dell’azienda sanitaria di appartenenza e senza la dovuta
autorizzazione. Ciò ha determinato una denuncia alla locale Procura per truffa aggravata e per appropriazione indebita aggravata, in relazione ai maggiori compensi percepiti (indennità di esclusività) e non dovuti dall’AUSL. Il caso è stato segnalato anche alla competente Autorità Giudiziaria contabile quantificando il danno erariale in circa 70mila euro.

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