13.5 C
Foligno
mercoledì, Aprile 15, 2026
HomeEconomiaLa crisi economica non va in ferie

La crisi economica non va in ferie

Pubblicato il 18 Agosto 2014 11:02 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:41

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Nidi comunali, arriva una nuova educatrice ma dal 2026 scatta il “tempo corto” per 16 bambini

L'amministrazione ha risposto al Partito democratico sul tema che da mesi vede sindacati e lavoratori in stato d'agitazione, arrivando addirittura a scioperare lo scorso 31 marzo. Feliziani: "Giunta dice di non voler penalizzare i nidi, ma non si esime dal farlo"

Bagarre in consiglio comunale tra il presidente e il sindaco durante le comunicazioni. Zuccarini abbandona l’aula

Lo scontro ha visto il primo cittadino confrontarsi prima con il presidente Galligari e poi con le opposizioni, che ha definito ree di portare avanti interrogazioni velate sfruttando il momento delle comunicazioni. “Opposizioni vigliacche, non parteciperò più a questa fase"

A Foligno un ciclo di incontri per migliorare le relazioni tra adulti e adolescenti

A partire da sabato 18 aprile prenderanno il via una serie di appuntamenti rivolti a genitori e educatori per confrontarsi e trovare strumenti concreti per migliorare il dialogo. La partecipazione all’iniziativa è gratuita

Tutti in ferie, chi può. Infatti il clima vacanziero non fa dimenticare la situazione del territorio della dorsale appenninica, una zona martoriata da vertenze e crisi economica, con 1038 dipendenti e 245 aziende in cassa integrazione nel comprensorio che ingloba Gubbio, Gualdo Tadino, Fossato di Vico, Sigillo, Costacciaro e Scheggia. Nocera Umbra da sola ne conta 26. I dati sono stati elaborati dalla Cgil dell’Alta Umbria, sulla base del Bollettino dell’Informazione statistica sul mercato del lavoro della Regione Umbria a cura dell’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro. Per tutte queste poi, come spiega Alessandro Piergentili, responsabile della Cgil Alta Umbria – si è evitato il licenziamento «per effetto della volontà del Governo di chiudere la possibilità di utilizzare l’ammortizzatore sociale cig in deroga». Un risultato per una situazione generale che rimane pesante: «lo stillicidio delle lettere di preavviso di licenziamento dei dipendenti Merloni, il licenziamento dei lavoratori Edilcemento, la prospettiva incerta dei dipendenti Sirio Ecologica ci consegnano una situazione territoriale sempre più preoccupante. Il lavoro e le prospettive occupazionali – continua Piergentili – sono le vere emergenze in questo territorio, altro che il ritornello sull’articolo 18. Il sistema delle imprese e gli stessi imprenditori sono fermi, stabili, senza una capacità d’investimento sui propri prodotti». Piergentili paventa il rischio di un «accartocciamento della situazione sociale ed economica del territorio che potrebbe subire una nuova ondata di emigrazione, verso dove non si sa». La Cgil parla quindi delle proposte dei sindaci come qualcosa di positivo e si schiera, dichiarandosi «disponibile ad azioni, concertate con le stesse amministrazioni comunali, di sostegno». Una via d’uscita dal vicolo cieco potrebbe essere l’accordo di programma. «Non può essere un fallimento, le responsabilità di questo immobilismo devono venire fuori per capire come attrarre investimenti. Servono azioni di Confindustria e della Regione e i sindacati devono mantenere uno spirito unitario per dare certezze e speranze ai lavoratori».

Articoli correlati