4.5 C
Foligno
lunedì, Gennaio 5, 2026
HomeEconomiaLa crisi economica non va in ferie

La crisi economica non va in ferie

Pubblicato il 18 Agosto 2014 11:02 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:41

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Addio ad Arnaldo Caprai

L’imprenditore umbro aveva 92 anni: già impegnato nel settore tessile, nel 1971 aveva deciso di investire sul vino determinando la fortuna del Sagrantino. Dalla presidente della Regione ai sindaci di Montefalco e Foligno: il cordoglio delle istituzioni

Manfredi al 90′ salva il Foligno: a Montevarchi finisce 1-1

I Falchetti tra errori e sfortuna non brillano e subiscono il pari al "Brilli Peri". Ora classifica messa in discussione dalla vittoria del Prato e dall'avvicinamento del Terranuova

A Foligno ultimo appuntamento con “Anghelos”

La natività barocca torna martedì 6 gennaio all’Oratorio del Crocifisso. Porte aperte dalle 17.30 alle 19.30 con ingressi ogni 30 minuti

Tutti in ferie, chi può. Infatti il clima vacanziero non fa dimenticare la situazione del territorio della dorsale appenninica, una zona martoriata da vertenze e crisi economica, con 1038 dipendenti e 245 aziende in cassa integrazione nel comprensorio che ingloba Gubbio, Gualdo Tadino, Fossato di Vico, Sigillo, Costacciaro e Scheggia. Nocera Umbra da sola ne conta 26. I dati sono stati elaborati dalla Cgil dell’Alta Umbria, sulla base del Bollettino dell’Informazione statistica sul mercato del lavoro della Regione Umbria a cura dell’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro. Per tutte queste poi, come spiega Alessandro Piergentili, responsabile della Cgil Alta Umbria – si è evitato il licenziamento «per effetto della volontà del Governo di chiudere la possibilità di utilizzare l’ammortizzatore sociale cig in deroga». Un risultato per una situazione generale che rimane pesante: «lo stillicidio delle lettere di preavviso di licenziamento dei dipendenti Merloni, il licenziamento dei lavoratori Edilcemento, la prospettiva incerta dei dipendenti Sirio Ecologica ci consegnano una situazione territoriale sempre più preoccupante. Il lavoro e le prospettive occupazionali – continua Piergentili – sono le vere emergenze in questo territorio, altro che il ritornello sull’articolo 18. Il sistema delle imprese e gli stessi imprenditori sono fermi, stabili, senza una capacità d’investimento sui propri prodotti». Piergentili paventa il rischio di un «accartocciamento della situazione sociale ed economica del territorio che potrebbe subire una nuova ondata di emigrazione, verso dove non si sa». La Cgil parla quindi delle proposte dei sindaci come qualcosa di positivo e si schiera, dichiarandosi «disponibile ad azioni, concertate con le stesse amministrazioni comunali, di sostegno». Una via d’uscita dal vicolo cieco potrebbe essere l’accordo di programma. «Non può essere un fallimento, le responsabilità di questo immobilismo devono venire fuori per capire come attrarre investimenti. Servono azioni di Confindustria e della Regione e i sindacati devono mantenere uno spirito unitario per dare certezze e speranze ai lavoratori».

Articoli correlati